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Mons. JOZEF TOMKO
Segretario generale del Sinodo dei Vescovi.
QUALE
Due eventi con lo stesso fine: il rinnovamento spirituale per mezzo della penitenza. Viviamo in un'epoca caratterizzata dalla conflittualita permanente sia fra gli Stati, sia ali interno delle singole Nazioni che delle famiglie. Alla radice di tanti mali, di la dalle spiegazioni politiche o sociali, c'e il peccato, c'e il cuore dell'uomo, ci sono le responsabilita individuali. Percio la pace sociale si riconquista solo con la conversione dei cuori.
La nostra eta ha bisogno della redenzione?
V
E l'Anno Santo della Redenzione. Ed e l'anno in cui si celebra il Sinodo dei Vescovi sulla riconciliazione e la penitenza nella missione della Chiesa. Due eventi in perfetta sintonia. In fondo, «la riconciliazione altro non e», l'ha detto Giovanni Paolo II, «che la Redenzione che il Padre ha offerto ad ogni uomo nella morte e risurrezione del suo Figlio e che continua ad offrire ancor oggi ad ogni peccatore aspettando, come il padre della parabola del figliol prodigo, il suo ritorno penitente». Due eventi con lo stesso fine che si puo sintetizzare nel rinnovamento spirituale per mezzo della penitenza; rinnovamento dell'uomo e rinnovamento della societa.
Qualcuno ha detto che la nostra epoca non ha bisogno di Anni Santi. Credo che cosi si nasconda il vero quesito, e cioe se la nostra epoca abbia bisogno della Redenzione, della riconciliazione, della penitenza; in una parola se abbiamo bisogno del rinnovamento dell'uomo e della societa.
La Redenzione puo avere luogo solo dove esiste il peccalo: la riconciliazione puo avvenire solo dove esiste una situazione di conflitto. di rottura, di divisione. Tutti siamo pronti a riconoscere per esperienza che la nostra epoca e caratterizzata da una "conflittualita permanente": divisione ormai incancrenita del mondo in blocchi e perfino in emisferi: due micidiali guerre mondiali in un secolo con il pericolo continuo della terza che sarebbe un vero suicidio, con 150 conflitti armati negli ultimi 40 anni: ed il periodo tra le guerre non si puo chiamare di pace, ma al massimo di tregua mantenuta dall'"equilibrio del deterrente atomico". Lacerazioni e prevaricazione nel eampo economico, politico. sociale, professionale. Aumento della vio-
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lenza, del terrorismo, della prepotenza degli individui aggressivi e dei gruppi a scopo di facile guadagno o per il potere politico. L'insicurezza personale, l'insufficienza o lentezza della difesa legale, il pericolo di camminare per certe strade di sera, di aprire la porta ad uno sconosciuto, di lasciare la casa durante le vacanze. Perfino la famiglia e diventata piu labile e piu soggetta alla rottura, allo sfaldamento o almeno a tensioni permanenti.
Basta la riconciliazione sociale?
Fin qui arrivano facilmente tutti, con dovizia di altri particolari di nostra conoscenza od esperienza. Molti sono pronti a continuare l'analisi nella ricerca della responsabilita. Accettano facilmente le colpe di "questa sporca societa", sono disposti a riconoscere il peccato "sociale" e "strutturale" nel mondo intorno a noi. ad indicare le cause storiche, culturali, psicologiche, sociologiche del malessere che tutti sentiamo. Ma la tendenza di ciascuno di noi — confessiamolo candidamente — e di depersonalizzare la colpa, soprattutto quella nostra, scaricandola sul "sistema". sulle strutture e istituzioni sociali, sui condizionamenti o determinismi psicologici: semmai si trova sempre qualche "altro" che diventa capro espiatorio di tutti i mali: lo straniero. l'avversario, il capitalista o il comunista. l'arabo o l'ebreo all'occorrenza: comunque, io personalmente non c'entro, non sono responsabile per il malessere che c'e attorno a me. lo ne sono piuttosto vittima
Confessione all'aperto durante lu visita di Giovanni Paolo II in Polonia. Un'Immagine eloquente della confidente fiducia nel potere di riconciliazione con Dio alimentata dal sacramento della Confessione nell'anima di un popolo profondumente cristiano.
innocente. Questa e la tentazione di ciascuno.
E cosi: ammettere la propria responsabilita di fronte a Dio e di fronte agli uomini e piuttosto difficile. Ammettere il peccato, confessarlo sinceramente costa.
Un amico che lavora con gruppi giovanili di varia provenienza mi raccontava recentemente quanto entusiasmo suscitava il tema sinodale finché si trattava della "riconciliazione" sociale, della aspirazione alla pace e a simili ideali: e come l'entusiasmo calava di fronte alle parole come: peccato, penitenza, confessione
Eppure! Eppure la societa e composta di persone che la fanno buona o cattiva: le istituzioni non sono mura morte né atti notarili di costituzione, ma dipendono dalle persone vive. E se tutti siamo innocenti e senza colpa, da dove viene il male morale? Possiamo noi, come singoli e come societa, vivere, esistere senza la responsabilita? Possiamo avere la salute morale, anzi, la stessa salute mentale senza la responsabilita? Negando il peccato non neghiamo la liberta dell'uomo e. quindi, la sua dignita, «cio che di piu umano c'e nell'uomo»?