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Divagazioni sulla nostra copertina
La nostra copertina esalta un riposante tratto di insenature che si rincorrono nel mare delle Cinque Terre. Dovessi assegnare un titolo a questo quadretto lo definirei «l'angolo della pace». La pace e la profonda aspirazione di tutti. Essa e percepita come la condizione indispensabile di ogni convivenza. Si sta facendo strada una nuova cultura della pace come bene sommo, da non sacrificare a nessuna ideologia.
Ma nel mondo non regna la pace, anche se ne abbiamo appena celebrata la giornata, come ogni anno. Anche se si susseguono le marce della pace.
Intanto per costruirla occorre eliminare i profondi squilibri tra il Nord e il Sud mondiali: tra l'Europa, la Russia, gli Stati Uniti, il Giappone da una parte, e l'America Latina, l'Africa e l'Asia dall'altra. Ci sono di mezzo troppe migliaia di tonnellate di armi, frutto del piu losco commercio e sfruttamento del Terzo Mondo; ci sono troppi regimi assoluti da mantenere in piedi, e percio asservibili al proprio imperialismo; c'e troppo analfabetismo da conservare per evitare un autentico progresso, ci sono troppe bocche da sfamare in modo da legarle al proprio carrozzone con funi di vita o di morte. Il gioco di cui sopra e fin troppo evidente per non lasciarci piu ingannare da nessuno, né dall'Est né dall'Ovest. In ultima analisi il mondo pedala con una sgangherata bicicletta, le cui due ruote spompate sono costituite dall'America e dalla Russia. Ma forse si sta gettando qualche buon seme: speriamo. Non intendo far politica. Anzi, da quanto detto, mi pare di mantenere le debite distanze da tutti. Puo essere che qualcuno mi suggerisca giustamente di inoltrarmi per sentieri piu consoni al mio stato e alle mie competenze. Tuttavia tutti siamo chiamati a leggere la storia non come viene ufficialmente proposta, ma come viene vissuta. Io sono profondamente convinto che se gli Stati Uniti e la Russia volessero veramente, al mondo non esisterebbero tante guerre.
Ma forse pretendere questo dalla politica si chiama utopia. L'uomo e troppo limitato. Non possiamo partire dalla sua giustizia impastata solo di farina tipo "ora pro me" per costruire la pace. Essa e frutto prima di tutto di un equilibrio interiore di valori. E la consapevolezza che Cristo e venuto per la liberazione totale. Non solo ci libera dall'ingiustizia, dal dolore, dagli odi ecc., ma ci libera prima di tutto dal peccato, che e alla radice e all'origine di ogni male. In Cristo l'umanita e guarita da una poliomielite cronica e puo mettersi in cammino. Per liberare la persona, poi la famiglia, il quartiere, la citta, la nazione e il mondo intero. In una pace cosmica di cui il Figlio di Dio ha indicato i presupposti e che l'uomo, disattendendoli, si affanna inutilmente a costruire.
P. Guido Roascio