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Laxman Prasad Mishra - Agra e Fatehpur Sikri [antikvár]
 
Il sigillo dei MoghulSebbene la tradizione faccia risalire la fon-dazione di Agra addirittura ai tempi del Mahdbhdrata, dove effettivamente la si men-ziona con il nome di Agravana e la si descrive come una citta fiorente e popolosa, le crona-che storiche non ne fanno specifica menzione che verso l'XI secolo, in relazione alla sua conquista da parte di Mahmud di Ghazni. A quel tempo essa era gia una grossa conurba-zione di genti rajput ed un importante centro commerciale e amministrativo, e come tale fece gola a numerosi invasori Ghaznavidi,...
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Il sigillo dei MoghulSebbene la tradizione faccia risalire la fon-dazione di Agra addirittura ai tempi del Mahdbhdrata, dove effettivamente la si men-ziona con il nome di Agravana e la si descrive come una citta fiorente e popolosa, le crona-che storiche non ne fanno specifica menzione che verso l'XI secolo, in relazione alla sua conquista da parte di Mahmud di Ghazni. A quel tempo essa era gia una grossa conurba-zione di genti rajput ed un importante centro commerciale e amministrativo, e come tale fece gola a numerosi invasori Ghaznavidi, Tuglaq e Syed che nel corso dei tre secoli successivi la conquistarono ripetutamente, saccheggiandola e quindi abbandonandola senza lasciarsi dietro tracce di opere monu-mentali degne di nota. II primo invasore che dopo averia espugnata ravvisö la sua importanza strategica fu Sikandar Lodi, che la elesse a sua capitale nel 1504 e fondo poco lontano una citta, oggi famosa per i suoi splendidi mausolei, che da lui prese nome Sikandra. Ma l'ascesa, l'impareggiabile splendore e il ma-linconico declino di Agra sono intimamente contessuti alla storia dei Moghul e aUe fortune del loro Impero. Per circa due secoli essi perfezionarono infatti uno stile inconfondibi-le che si esplicó in ogni espressione deUa cultura e deU'arte, dal piu imponente dei monumenti al piu dimesso oggetto di uso comune, trasformando queUa che era originariamente una cultura allogena in un fenomeno completamente indígeno dell'India. Tutti gli imperátori di questa dinastía furono infatti dei romantici a modo loro, degli ideahsti alia ricerca di espressioni che sublimassero le loro utopie, o che eternassero la grandiosita del loro potete. NeUe loro vene scorreva il sangue di Tamerlano e di Gengis Khan, ma la barbarie timuride delle loro origini venne prestotemperata daUa longanime e non violenta cultura dell'India, e non riaffiore che saltua-riamente, senza peraltro intaccare la loro comune passione per il bello e per il grandioso.La fortuna di AgraBabur (1526-1530), il fondatore deUa dinastía, era un piccolo sovrano centrasiatico che dalla nativa Ferghana scese in Indostan, dove dopo una serie di fulminanti incursioni e di fortunate campagne militari riusci a fonda-re un vero e proprio impero, che si estendeva dall'Afghanistan ai confini del Bengala. Si stabill ad Agra dopo la battaglia decisiva di Panipat (1526), awenuta nel mese di maggio, il piu caldo dell'anno, e fu forse grazie all'in-sofferenza del sovrano per il clima torrido della pianura che ebbe inizio la fortuna storica ed artística della citta; neUa sua mente erano infatti i giardini e i frutteti di Samarcanda e i verdi orti di Kabul, e la bruUa campagna di Agra lo colmava, come ammette nelle sue Memorie, di disgusto e repulsione. Si industrio quindi a rendere quello che in fondo considerava un esilio il piu piacevole possibile, e con invincibile determinazione canalizző le acque abbondanti e perenni deUa Jamuna irrigando vaste zone limítrofe, e implanto in-numerevoli giardini nello stile proprio della tradizione islamica punteggiandoli di padi-glioni di piacere, di macchie d'alberi, di fon-tane e giochi d'acqua. Uno solo di questi giardini, queUo di Rambagh, e giunto fino a noi, ma basta a dimostrare l'impegno del monarca, n suo indiscutibile gusto e la sua ecce-zionale conoscenza deU'ingegneria idraulica. Dopo di lui gli architetti imperiali verranno sempre affiancati nei loro progetti da maestri giardinieri e da abili idrotecnici, cosi che il

Termékadatok

Cím: Agra e Fatehpur Sikri [antikvár]
Szerző: Laxman Prasad Mishra
Kiadó: Istituto Geografico De Agostini SpA
Kötés: Varrott keménykötés
Méret: 170 mm x 250 mm
Laxman Prasad Mishra művei
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