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Fontana Belió, "casa dei secoli"
mi meno a Fontana Bilid (Cellini, Vita, I, XCVIII)
Ai margini della foresta, a pochi chilometri costeggiata per alcuni tratti dalla Senna, sorge il Castello di Fontainebleau: insieme di edifici diversi databili dalla meta del XII secolo al-rOttocento quando, sotto U Secondo Impero, ancora vi vennero intrapresi lavori e restauri. II monumentale agglomerate e venuto for-mandosi dunque in piu periodi storici ed e difficile attribuire a una cosí complessa costruzione una facciata principale che, da sola, sia caratteristica deUo spirito del luogo. II Cellini, nella sua celebre Vita, designa 11 casteUo con il nome di Fontana BeUô (o Bilio) e altri, con U Vasari, lo dissero Fontanabeléo: quanti ancor oggi pensano si tratti di una fontana "daUa beU'acqua" (da belle eau) devono disingannarsi; Beleau fu certo un co-gnome, forse del proprietario deU'antica sor-gente definita appunto in un documento ri-salente al regno di Luigi VII, del 1169, con la citazione latina Fontene-Bleaudi.
Napoleone chiamo U casteUo, con una de-finizione che perfettamente gU si attaglia, la «casa dei secoli» e la sua mente andava certamente a san Luigi, a Francesco I, a Enrico IV e a tutti i sovrani che l'abitarono e l'ebbero cara. Quanto a lui, il suo nome resta legato aUa grandiosa Sala del trono, aUa trasforma-zione deUa GaUeria di Diana in biblioteca (dipinta da Ambroise Dubois) e soprattutto al Cortile del cavaUo blanco che cambió U suo nome da quando la Vecchia Guardia, la schierata nel 1814, salutó l'lmperatore che lasciava la Francia per 11 suo primo esUio, diventando da quel momento il CortUe degU addii. Numeróse incisioni raffigurano l'acco-rata cerimonia in queü'ampio primo cortile
del casteUo nel quale Luigi XIII, nato proprio li, a Fontainebleau, aveva fatto costruire la caratteristica scala a ferro di cavaUo dal Du Cerceau (1634), che per prima si presenta al visitatore. Perla deU'IIe-de-France e del dipartimento di Seine-et-Marne, centro impor-tantissimo di cultura italiana in Francia nel Rinascimento, il CasteUo di Fontainebleau fu dimora sempre gradita ai re di Francia e ai presidenti repubblicani loro successor!, tra i quaU quel Sadi-Carnot che fu pugnalato da un anarchico a Lione nel 1894.
Ma il "padre" di Fontainebleau fu Francesco I, monarca inteUigente, amante deUe let-tere e deUe arti, ambizioso anche se spesso irresoluto, mecenate e protettore di begU in-gegni. Figlio di Luisa di Savoia, aUa quale rimase sempre affettuosamente devoto, Francesco si trovo nel 1515 ad ascendere al trono di Francia per aver sposato Claudia, figlia di Luigi XII. SuU'Italia vantava diritti per l'eredita mUanese deUa bisnonna Valentina Visconti. Forse piu affascinante che beUo, ga-gliardo, seducente, coltivato, sempre sfarzo-samente vestito e sostenuto da una ferrea volonta di primeggiare in ogni campo, U giovane re, l'anno successive l'incoronaziene, scese in Italia impugnando subito la spada per ri-prendersi U suo e la battagUa di Marignano o Melegnano lo vedra vincitore sugU Svizzeri usciti da Milano per contrastarlo. CavaUere d'elezione, impetuoso e ansioso di vestire i panni deU'eroe, Francesco I, in queUa che venne definita la "battagUa dei giganti", dueUô con U valore di un antico guerriero e la sera lo colse stremato e impolverato a riposare su un affusto di cannone.
II breve e "battagliero" soggiorno in Italia rafforzó nel sovrano l'amore per l'arte e il desiderio di avere presso di sé quegli ingegni