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L'ultima capitale dei Thai
D nome stesso dell'Asia evoca una gallería sterminata di millenni. Ma moite tra le citta maggiori del continente sono di creazione recente, anche quando non devono il loro svi-luppo aUa presenza coloniale dell'Europa. Shanghai e Bombay, Singapore e Calcutta, Tokyo e Manila; invano si cercherebbero i loro nomi nei secoli piu lontani. Tra queste e anche Bangkok, ultima capitale dei Thai, fondata ufficialmente nel 1782.
La scoperta di questa data amareggia un poco ü visitatore, gia sconcertato dal carattere composito, quasi "americano", dei quartieri centrali dove un'eruzione di modernita ha sconvolto l'urbanistica tradizionale e coperto quasi tutti gli innumerevoli klong, i canali che avevano valso alla citta il titolo di "Venezia deU'Oriente" (anche Osaka, in Giappone, aveva questo appcUativo e anche a Osaka esso appare oggi del tutto incomprensibile).
Per trovare Venezia, a Bangkok, bisogna attraversare ció che gli occidentah chiamano Menam e i locali Chao Phraya Menam {No-büe Signora madre delle acque) o, piu sem-plicemente. Chao Phraya: titolo carico di af-fetto religioso per il grande fiume che féconda e trasporta. Di la del Menam si stende Thon Buri, che fu capitale per circa un decennio prima di Bangkok. Thon Buri, dove il viag-giatore all'alba visita assonnatissimo il Wat Arun (il Tempio, appunto, dell'Aurora) e i mercati galleggianti, e ancora oggi una Venezia tutta di legno e di vegetazione tropicale; Bangkok non lo e piu e il suo carattere otto-centesco e perduto per sempre.
Ma allora? Perché e famosa questa citta, fondata alla vigiHa del secolo scorso e pur gia cosi lontana dalle sue origini? Perché Bangkok e il cuore della Thailandia e i suoi rempli e i suoi palazzi (non pochi, anche se un po'
sperduti nel caos metropolitano) riassumono una vicenda di storia e di arte non breve e non mediocre.
Per capire Bangkok, la citta che nasce nel 1782, bisogna partiré da mille anni prima e da avvenimenti che vanno molto al di la degli attuali orizzonti thailandesi.
AUa meta dell'VIII secolo la cavalcata sa-racena che in pochissimi decenni ha raggiunto (dalla penisola araba) la Spagna da un lato, l'Asia centrale daU'altro, trova qualcuno ad attenderla. Nel 732 a Poitiers i saraceni co-noscono la sconfitta per opera di Carlo Mar-teUo, il cui figUo Pipino viene definitivamente consacrato come fondatore deUa nuova dinastía franca nel 751. Ma neUo stesso 751 i saraceni ottengono una rivalsa agli estremi opposti del loro immenso dominio, quando battono nella battagha del fiume Talas (oggi neUa Repubbhca Socialista Soviética del Kir-gizistan) il generale coreano Kao Hsien-chih, che comanda le armate cinesi dei T'ang. Gli stessi anni vedono dunque l'alba di un grande impero in Occidente, la crisi di una gloriosa monarchia in Oriente.
Sono anni foschi per la Cina; anni di declino e di rivolte che la storiografia confuciana — morahsta e misogena — imputera in grande misura aUa maléfica influenza deUa bella Yang Kuei-fei, di cui l'imperatore Hsuan Tsung aveva fatto la propria favorita nel 745, strappandola aU'alcova di uno dei propri figli. Le mene di Yang Kuei-fei sarebbero state al-l'origine delle fortune di un generale "barbare", An Lu-shan. Questi si ribella poi aU'im-peratore e lo costringe aUa ritirata verso lo Szechwan; ma lungo il cammino le truppé reagiscono e impongono a Hsuan Tsung di assistere al supphzio di Yang Kuei-fei e del frateUo e l'imperatore, straziato, abdica.