Bővebb ismertető
Una fantasia dentro la realta
Destinatario di questo commento alia viUa rinascimentale del Te e dunque un ignoto, ma possibile viaggiatore. Sentimentale? Devoto e puntiglioso conoscitore deUe cose e dei luoghi descrito? O passeggero senza scopi, trasogna-to alla maniera dei viaggiatori di Baudelaire « i desideri dei quali hanno forma di nubi » ? Ma il discorso non dará utüe alcuno se il lettore, chiunque sia, vorra impedirsi di scivolare sul tempo, di concepire spazi di secoli, di acco-gliere lontane notizie, forse inconsuete. L'a-cropoli di Atene, Versailles, le pitture di Pompei sono infatti capolavori universal-mente riconosciuti, mete proverbiaH, di cui ogni lettura pu6 indicar tracce, segni per ul-teriori riscoperte. La viUa suburbana del Te e invece un "caso" a parte. Interamente pro-gettata da Giulio Romano, che vi diresse personalmente il lavoro di molti carpentieri, pit-tori, decoratori e intagliatori, tra il 1524 e il 1535, puo essere veramente un luogo intro-vabUe a cui un cenno, una segnalazione, possono bastare. Un'occhiata alle mappe tu-ristiche dTtalia ne da immediata e facUe conferma. Purtuttavia, in anni recenti s'e vista una progressiva "scoperta" della villa giulie-sca, "scoperta" nel senso letterale, archeolo-gico, di portare alla luce una cosa nascosta. Con tutta la meraviglia in cui ci lascia: la stessa che puö farsi incontro a chi sia diretto in quella fuligginosa, ma dolce penisola lombarda che e Mantova, tra Venero ed Emilia. Mantova e una citta riposta nelle pieghe del tempo. Paese che a volte si appicca d'irreale quando la luce deUe stagioni vi si rifugia e a gran colpi sgronda suUe facciate ritmiche deUe dimore umanistiche, o fioca declina, tra giun-chi e pantano, alle sponde del fiumelago Mincio. E scomparendo fa sentire il suo, come ü nostro destino, nient'altro che umano.
Prospettiva a cannocchiale
Mantova, nella distesa storica dei Gonzaga (1328-1707), non fu mai centro di opulente mercature, né di trionfi politici, religiosi e guerreschi. Or ora, fra lunghe epoche di storia minore, sempre uguale, la citta ha prodotto lo "scarto" che l'ha posta nel mezzo di vasti scenari, al crocevia di circostanze in seguito ritenute "storiche". Ma perché ció accada, piu che le effettive condizioni deüo Stato manto-vano, dovranno essere balenanti e isolati fatti di cultura, e l'ecceUenza del mecenatismo dei Gonzaga, a scrivere le pagine piu giuste deUa storia locale. Pagine a tratti luminose. Veramente civili. L'epoca di Federico II Gonzaga (1519-1540), primogénito di Francesco II Gonzaga e di Isabella d'Este, rappresenta un apogeo deUa Signoria. Per vedere le origini e seguire la storia artistica del Palazzo Te, si puó dar spazio a un succinto escorso nei dettagli storici e tra i fatti del gusto e delle poetiche culturali circolanti intorno alla Signoria dei Gonzaga nella prima parte del XVI secolo. Lo stretto necessario a schizzare una fisionomía in controluce deU'epoca storica che viene ar-chiviata come «Secondo Rinascimento Man-tovano», il cui punto d'arrivo, sul piano delle arti, e Insito aUa creazione del Palazzo Te.
II Te e la creazione piu emblemática di Giulio Pippi (1499 ca.-1544), conosciuto per Giulio Romano. II piu antico giudizio di mérito sul valore complessivo dell'opera di Giulio e riferito al palazzo mantovano. Un esteso brano delle Vite de' piu ecceüenti pittori, scultori e architettori (1550) e il taccuino di viaggio di Giorgio Vasari a Mantova (1541). Di fronte al banchetto per le nozze di Amore e Psiche affrescato nell'omonimo salotto del Te, il primo storico deU'arte italiana annota