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L'anima del GiapponeLa primavera e l'alha. Diviene chiaropiano piano il flanco della montagna, nubi violacee gaíleggiano in sottili strisce.L estáte e la sera. Se ce la luna, meglio, ma bene anche se non ce. Numeróse volano le lucciole. Ed e bello anche vederne due o tre che vagano. Anche la pioggia epiacevole L 'autunno e il tramonto. Il sole splende felice, si vede !impida la montagna. Il corvo vola diretto al nido in gruppi di due o tre, quanto e triste Dopo il tramonto, il suono della brezza, gli insetti che can tano, e splendido oltre ogni dire!L 'inverna e la mattina presto. Meravigliosa la neve che cade, anche la mattina con la brina. La brace viente distribuita in ogni stanza, eccoy una mattina d'inverno!y>.SeiShonagon (?-1000 ca.) Makura no Sőshi (trad. K. Inumaru)Questi versi, all'inizio del poema Makura no Söshi, "il libro del guanciale", rendono l'atmosfera che regnava alia corte della capitale, poi chiamata Kyoto, meglio di molte lunghe spiegazioni.II candore che traspare da questi versi non si ritrovera piu in seguito nella cultura giap-ponese. Ma vediamo come tutto questo nac-que.Le originiII Giappone, che anticamente era collegato al continente asiatico, divenne un arcipelago solo circa 10 000 anni fa. I suoi primi abitanti erano cacciatori che, approfittando della con-tinuita territoriale del futuro Giappone col continente, venivano sulla penisola per tro-varvi gli animali e i frutti della terra che pre-ferivano quell'ambiente naturale, piu favore-vole di quello del continente.Giá in eta preistorica la zona circostante ii grande lago che esisteva ove adesso si stende la citta di Kyoto viene cosí abitata. Kyoto e tuttora ricca di acque, con i fiumi Kamo, Katsura, Uji, Kitsu che scendono dalle montagne che la circondano su tre lad, lasciando libero l'accesso alia conca solo verso il sud. Tracce di antichi insediamenti si trovano at-torno ai piccoli laghetti a nord della citta. Verso il 200 a. C. fu importata dal continente la técnica di coltivazione del riso, e rápidamente il Giappone divenne un Paese di agri-coltori, mentre la pesca continuava ad essere praticata nelle ricche acque dei mari e dei laghi.Attorno al declinare del III secolo d. C., a sud e a sud-ovest della futura Kyoto si for-marono delle piccole unita politiche che co-stituirono il núcleo del futuro Stato giappo-nese. Nello stesso tempo cominciava l'impor-tazione di tecniche condnentali quali la tessitura a macchina, lallevamento dei bachi da seta, la distillazione dell alcool, loreficeria, l'ingegneria civile, ma insieme ad esse pene-trarono in Giappone anche le tecniche di go-verno cinesi.Nella regione di Kyoto gli edifici piíi antichi tuttora esistend sono dei jinja, templi shintoisti. I giapponesi del passato credevano che le anime dei morti si trasformassero in spiriti che risiedevano nel mare, nei boschi, nelle montagne e nelle acque interne. Ogni luogo che presenti qualche caratteristica di eccezionalita naturale una cascata, una gola profonda tra le montagne, una vetta impervia era oggetto di devozione, in quanto si riteneva offrisse residenza a tali anime. Nella regione di Kyoto vi sono prove dell'ori-gine di culti antichissimi, anteriori alia nascita della stessa capitale: i jinja Kami Kamo, il