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Andreina Griseri - La Palazzina di Stupinigi [antikvár]
 
Un'isola di Citera oltre il verde del giardino Stupinigi e ancora una delle rare soste in-tatte per chi viaggia in Piemonte e la ritrova corne una tappa del grand tour del Settecento. Anche allora condensava qualcosa che non era lontano dal sublime deUe Alpi. Era un'i-sola di Citera, e oltre il verde di quel giardino profilava l'approdo al "luogo ameno", mentre intorno erano i luoghi selvatici. E che Ju-varra fosse riuscito a darne un'immagine rigorosa rendeva piu concreta la meraviglia: un porto sicuro, un viaggio perfetto, verso...
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Un'isola di Citera oltre il verde del giardino Stupinigi e ancora una delle rare soste in-tatte per chi viaggia in Piemonte e la ritrova corne una tappa del grand tour del Settecento. Anche allora condensava qualcosa che non era lontano dal sublime deUe Alpi. Era un'i-sola di Citera, e oltre il verde di quel giardino profilava l'approdo al "luogo ameno", mentre intorno erano i luoghi selvatici. E che Ju-varra fosse riuscito a darne un'immagine rigorosa rendeva piu concreta la meraviglia: un porto sicuro, un viaggio perfetto, verso l'illu-sione raggiunta. Esperto di teatro prima che di architettura, Juvarra aveva ideato la Palazzina come una "sorpresa": doveva apparire a filo dell'oriz-zonte, e per quell'effetto da cannocchiale ro-vesciato aveva studiato il rettifilo della strada alberata, con i pioppi a doppia quinta; aveva immaginato il giardino come un immenso parterre, che dilatava le distanze, e sarebbe passato nei taccuini dei viaggiatori del Settecento come un'invenzione da ricordare. Intorno continuava il parco, poi i boschi, altre tappe dell'itinerario che Ü Settecento coltivava da vicino e con cure infinite. A dif-ferenza del castello di Venarla, Stupinigi ave-va lasciato i giochi del giardino classico, labi-rind, fontane, sculture e artifici e aveva scar-tato la retorica che modellava anche i carpini per l'elogio del Principe; aveva scelto le mac-chie, i muschi, il sottobosco, ogni cosa libera nello Stile del pittoresco. La meraviglia in-contrava sentieri tanto piu respiranti. Altret-tanto essenziale, lo riconosceranno tutti, lo si tocca con mano anche oggi, il giardino continuava per mano raffinata degli artigiani anche all'interno; l'artificio dell'arte imitava la natura in uno scenario condnuo e pittoresco, tenuto insieme dalla luminosa partitura di Juvarra, che aveva previsto la varieta di quella vegetazione sui punto di passare alio stucco, alie grottesche e alie cineserie, con cartouches e intrecci sottili. Con questo passaggio, all'interno della Palazzina il teatro della meraviglia riesce ad alternare lo scenario dell'affresco e il colloquio fitto delle arti minori con uno scambio incro-ciato e continuo tra architetti e minusieri, in-tagliatori e stuccatori, argenderi e maestri delle stoffe. E a questo punto, come giá per i viaggiatori del Settecento, e chiaro quanto gli artigiani fossero aggiornati sulle ultime novita europee, queUe della rocaille piu sofisticata dei castelli francesi austriaci e tedeschi, ma anche come essi riuscissero ad essere personali e autentici, secondo l'idea di Juvarra. L'ar-chitetto teneva le fila con una regia intelligente e aperta, che includeva ogni cosa, il giardino o la decorazione, sullo spirito del nuovo secolo. E su questa traccia continuera il cantiere. L'occhio di Juvarra conosceva la sicurezza di una percezione attenta ai valori della luce, inseriva la prospettiva ai margini esatti della tensione che ormai superava le ambizioni del virtuosismo barocco per un piacere dell'infi-nito, che tra poco sarebbe approdato alia scoperta della liberta da parte dell'IUumini-smo. Anche lo spazio del Salone di Stupinigi diventava l'isola di una terra conosciuta, una delle terre felici in cui l'uomo si sente piccolo, come nel racconto volteriano di Micromegas; cosi ha suggerito il Bauer, e cosi indicano i disegni di Juvarra per i primi progetti, con un segno sui punto di calcolare la percezione ot-tica a stacchi decisi e inchiostrati, in anticipo su Canaletto e Piranesi. Era la mano di Juvarra a imbrigliare la svolta del gusto della rocaille, e ad evitare il gioco dissociato, fine a se stesso, a indirizzare la curiosita e il piacere

Termékadatok

Cím: La Palazzina di Stupinigi [antikvár]
Szerző: Andreina Griseri
Kiadó: Istituto Geografico De Agostini SpA
Kötés: Varrott keménykötés
Méret: 170 mm x 250 mm
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