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I padroni dei luoghi puri
Ecco, Quegli che era seppellito come Falco^ e strap-pato dal suo sarcofago. / Il segreto delle Piramidi e violato / Ecco, chi non si poteva fare una cassa ora si fa unsepolcro. / Ecco, i padroni dei luoghi pur? sono gettati sul deserto. /
(dalle Lamentazioni di Ipu-ur.
Trad. S. Donadoni)
Coloro che han costruito in pietra di granito / e hanno elevate cose belle di bel lavoro, / quando coloro che le hanno costruite sono divenuti dei, / le loro lavóle d'offerta sono vuote / corne quelle dei miseri, morti sulle rive, / privi di eredi sulla terra, / e di cui porta via un lato l'acqua, ! e fa altrettanto il sole, / cosicchéparlan con loro i pesci dal labhro dell'acqua. /
(dal Dialogo del disperato con la sua anima.
Trad. S. Donadoni)
Cosí due testi letterari del primo periodo irnermedio (2180-2130 a. C. circa) lamentano la violazione delle piramidi. La pirámide era in quell'epoca, ed e anche per noi, 11 simbolo del potere regale, una struttura comparta, itopenetrabile, la "Sede dell'Eternita" per il Signore di un mondo anch'esso comparto e "immutabile".
Ma la crisi economica e sociale che, aUa fine dell'Antico Regno, sconvolge le antiche ge-rarchie e frantuma l'unita deU'Egitto in una serie di principati (e quest'epoca e anche detta "eta feudale"), spezza questa serena fiducia neU'ordine del cosmo basato suUa presenza del faraone, il dio in terra, garante di ogni stabilita, e ne mostra l'intrinseca debolezza, rispecchiata nella miseranda sorte delle spo-glie regali che subiscono la stessa sorte di quelle dei miseri. E cié e tanto piu grave in quanto, nell'etá piu antica, il possesso di una tomba era l'unica garanzia di sopravvivenza
(solo molto piu tardi la sopravvivenza sara legata a concetti morali) e la sorte di "chi non ha tomba" e l'annientamento totale. La tomba stessa e una concessione regale e rispecchia neUa sua tipología la stessa gerarchia che e alla base della societa.
Nell'eta preistorica le sepolture dei capi differivano poco da quelle degli altri e solo la presenza di un'insegna o di un corredo lieve-mente piu ricco mostravano la tomba di un personaggio di rilievo. Nell'eta tinita invece le tombe (mastabe) diventano piu complesse e articolate per i sovrani e i grandi personaggi deUa corte e gia si scorgono le caratteristiche che saranno tipiche di tutte le sepolture egi-ziane, ossia la netta scompartizione tra luogo di culto e sepoltura, in analógia a quanto si nota nelle case, ove pure si ha una netta divi-sione tra parte pubblica (diwan) e parte privata [harim). Solo col faraone Gloser, all'inizio della III dinastía (intorno al 2680 a. C.), si ha una gerarchizzazione esplicita con l'intro-duzione della prima pirámide, queUa a gra-doni, che non e altro che il sovrapporsi di sel mastabe di grandezza decrescente. La IV dinastía (2615-2498 circa), l'apogeo dell'Antico Regno e del Paese centralizzato, con i faraoni Cheope, Chefren e Micerino, vede la costruzione delle grandi piramidi di Giza. NeUe due dinastie successive le piramidi decrescono di dimensioni e recano nelle parti interne gli importantissimi testi religiosi cui e stato dato il nome di "Testi deUe Piramidi".
Con le tombe sono connesse delle fonda-zioni funerarie e una presenza di sacerdoti che assicurino la continuita delle offerte, ma quando, con la fine dell'Antico Regno, le
1 üre.
2 le tombe.