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LA PIAZZA DEI MIRACOLI.L - VEDUTA GENERALE DELLA PIAZZA DEI MIRACOLI.Per quanti, recandosi a Pisa, scorgono in lontananza le sagome dei suoi insigni monumenti elevarsi a dominare il centro abitato ed ingrandire quanto piu diminuisce la distanza, in particolare per chi dal settentrione percorre la Via Aurelia o discende per la strada del monte di S. Giuliano, e difficile immaginare lo spettacolo maestoso che discopre I'improvviso apparire della Piazza del Duo-mo. Le blanche architetture intraviste prima, ora si dispiegano in mirabile visions nella grande platea, come una meraviglia che si manifesta sempre nuova anche per chi e abituato a vederla di frequente. (Foto 1 )Sull'immenso tappeto verde, pausati in uno spazio ben calcolato, come scanditi in ammirevole ritmo, si innalzano maestosi il Duomo, il Batti-stero, il Campanile, il Camposanto, a formare un insieme che giustamente e chiamato per la sin-golare bellezza, la Piazza dei Miracoli. I quattro monumenti si stagliano contro il cielo in un ambiente rimasto pressoche uguale a quello che li vide nascere, limitati ad ovest ed a nord dalle mura, del secolo XII e, nel lato méridionale, dalla facciata dell'Ospedale, quinte modeste e discrete che conchiudono e quasi sottolineano ai margini del tessuto erboso, le architetture appenatúrbate da posteriori inserimenti dovuti a varie esigenze ed al moderno traffico.La spiccata unita stilistica dei monumenti ri-chiama decisamente un mondo ormai assai lontano dal nostro, il quale prevale e si afferma sulla attonita fantasia dei gruppi, talora chiassosi, dei turisti e dei visitatori d'ogni nazione e d'ogni raz-za, si che molti di essi pensano ingenuamente ad una nascita improvvisa e simultanea delle architetture, come se fossero uscite per sortilegio dalla bacchetta magica di una fata benefica ed intelligente.Tale unita stilistica, raro frutto in un insieme di costruzioni realizzate in tempi differenti, maturo durante tre secoli, dal sec. XI alia fine del XIV, per opera di artisti, i quali nei loro progetti, sia pure concepiti a notevole distanza di tempo, si mantennero sensibili e fedeli ad una forma che si concretizza e prende nome, in modo particolare, da questi stessi monumenti, espressione piu alta e genuina dello stile romanico-pisano.Intanto, si sottolinea ancora l'unita del comples-so architettonico della Piazza, pur senza ignorare le sovrapposizioni piu tarde, sempre limítate e sommesse, quasi soverchiate dalla esuberante vi-talita delle costruzioni fiorite nel periodo piu fe-condo dello stile pisano.