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7 fiancheggiato da due triclini con musaici figurati, una 1 fauna marina, un Diöniso a cavalcioni della pantera (i musaici della casa sono ora al Museo di Napoli). A pdestra dell'atrio é un altro quartiere di abitazione, forse H per gli ospiti, con atrio circondato da stanze. Dietro tutto I questo complesso é un primo peristilio con porticato ionico. I Ambienti di servizio si dispongono su di un lato mentre §; nel fondo sono ancora due triclini ed un salone ove fai ceva da pavimento il celebre musaico della battaglia di m. Alessandro. Alle spalle é un secondo peristilio, molto piü I ampio e con un colonnato dorico. Di un piano supeI riore restano pöche ma sicure testimonianze. É dunque | una dimora particolarmente ampia e ricca, dalia decoI razione raffinata e dalia pianta organica e complessa, I ove lo schema dell'italica casa ad atrio viene ampliato ed f accresciuto dagli armoniosi peristili d'impianto ellenistico. La Casa di C. Giuíio Polibio Contemporanea alla Casa del Fauno appare la Casa di C. Giulio Polibio, della quale é in corso lo scavo sistematico. Öltre l'austera facciata, giá messa in luce dalló Spinazzola, si é scoperto l'atrio non grandé e molto sviluppato in altezza, con le pareti decorate nel primo stile, ma in atto di essere rinnovate dopo il terremoto del 62, e con una falsa porta dipinta, raro e cospicuo esempio del genere, ed accanto un secondo atrio, mentre si vanno mettendo in luce gli ambienti posteriori disposti su due piani. In conclusione, gli edifici dell'etá sannitica che soprawissero ai successivi rifacimenti mostrano quale sia stato in questo periodo l'influsso dell'arte ellenistica, che si rivela non soltanto nelle architetture, ma anche nella decorazione parietale, nei musaici, nelle sculture, e le opere d'arte talvolta vengono importate dalia Grecia, piü spesso sono di esecuzione locale, ma sempre raffinate e di buon gusto. Gli ultimi anni della Pompei sannitica videro i rivolgimenti e le lőtte provocate dalia guerra sociale. Nel1*89, occupata dalle milizie di Lucio Cluenzio, venne assediata da Sulla ed espugnata: di questo drammatico momento lo scavo archeologico ha restituito un'interessante documentazione, le cosiddette eituns, iscrizioni dipinte che, nella lingua dei Sanniti, indicavano i posti assegnati a ciascun nucleo di difensori. Cosi Pompei divenne colonia romana nell'anno 80 a. G. e prese il nome di Colonia Cornelia Veneria Pompeiorum, nome che alludeva palesemente al dittatore che l'aveva conquistata ed alla divinitá che a lui era particolarmente cara. Il periodo romano Da quel momento Pompei, amministrata col solito ordinamento coloniale, rientra nel piü vasto quadro della storia romana: famiglie romane vengono ad abitarvi oppure vi tengono la loro villa di campagna, ed il processo di assimilazione tra vecchi e nuovi abitanti fu piuttosto rapido e pacifico. La vita doveva scorrere tranquilla, senza particolari scosse, riempita soprattutto dagli eventi della limitata politica municipale e dalle lőtte elettorali delle quali possiamo farci una vivace idea attraverso le scritte che si leggono un po' dappertutto sui muri delle case. Un solo episodio, di natura strettamente locale, é ricordato: una rissa, scoppiata nell'anno 59 tra Pompeiani e Nucerini nelPAnfiteatro, portó alla sospensione degli spettacoli, decretata dal Senato per dieci anni. Ma per il contatto con Roma e per Pinterna dinamica delle cose la cittá con il passare del tempó andava incontro ad una non trascurabile evoluzione nella sua compagine sociale. Le antiche famiglie pompeiane e quelle successivamente stanziatesi dopo la romanizzazione del paese traevano lustro e ricchezza soprattutto dall'agricoltura e dalia proprietá terriera; invece nel corso del 1 secolo d. C. notiamo una tendenza allo sviluppo dell'industria, nel senso che allora poteva darsi a questa parola, e del commercio. A causa di questo sviluppo l'edilizia subisce trasformazioni, botteghe ed officine occupano sempre maggiore spazio nell'ambito della domus e molte di queste attivitá vengono svolte non da artigiani