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Gustavo Marchesi - Puccini a casa [antikvár]
 
Quando Mario Fedrigo mi portó nel 1974 il suo emotional service da Torre del Lago Puccini, lo battezzai gia allora Puccini a casa. Erano interviste regístrate e testimonianze scritte di personaggi illustri e di nomi oscuri, che avevano conosciuto il maestro, o di grossi raccoglitori di memorie pucciniane. Dati preziosi, indispensabilí per la conoscenza deH'uomo e del musicista sí mescolavano ai pettegolezzí anche volgari, come succédé sempre con le celebrita. II materiale venne da me ordinate per una destínazione giornalísti-ca....
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Quando Mario Fedrigo mi portó nel 1974 il suo emotional service da Torre del Lago Puccini, lo battezzai gia allora Puccini a casa. Erano interviste regístrate e testimonianze scritte di personaggi illustri e di nomi oscuri, che avevano conosciuto il maestro, o di grossi raccoglitori di memorie pucciniane. Dati preziosi, indispensabilí per la conoscenza deH'uomo e del musicista sí mescolavano ai pettegolezzí anche volgari, come succédé sempre con le celebrita. II materiale venne da me ordinate per una destínazione giornalísti-ca. Purtroppo il presidente del gíomale, per il quale lavora-vo. mi scrisse una lettera di congedo, perché a mia volta gli avevo fatto presente la necessita di un aumento. Allora, tra l'umiliazione e anche Timbarazzo di quel frangente, Tanto-logia pucciniana fu ospitata dalTeditrice Step, che pubblíca-va i primí coraggiosi e ambiziosi quaderni del Teatro Regio di Parma. Fu quello un periodo di emigrazione culturale, ín quanto ío e altri come me. che avevamo inaugurato a Parma una nouvelle vague nel nome di Giuseppe Verdi, fummo respínti ai marginí come disturbatori e trovammo un aiuto inatteso tra le braccia di Puccini. Attraverso una tale coincidenza conob-bi da vicino i luoghi pucciniani. L'anno seguente, nel 1975, fed un'esperienza diretta di aiuto regista di Giovanni Miglio-li. che allestiva Boheme e Manon nella stagione alTaperto di Torre. Anche quella fu un'idea di Fedrigo che, in veste di appassionato del melodramma, altemava i suoi impegni di docente universitario a Pisa per compiere scorribande, anche giu di stagione, nel territorio di Puccini. Aveva portato lag-giu Miglioli e insieme, in una giornata d'autunno - pomerig-gio, sera, notte e alba ancora sul lago - avevano sognato gli allestimenti del '75, Si puô sognare molto bene in riva al Massaciuccoli, e ci si pu6 anche stizzire a volonta, come appunto Miglioli fece. Fino agli ultimi giomi, che precedono gli spettacoli, il luogo dove sorgera il teatro e vuoto, uno spiazzo sabbioso come una pista da circo, una calvizie cinta di poca erba e qualche rado albero, Piu in la un boschetto piu folto e una lingua di canneto concludono lo spazio disponibile prima di cadere in acqua, Nient'altro; non un praticabile, non un castello di tubi, una gradinata, una quinta, Miglioli continuó ad arrab-biarsi e imprecare fino a quando i suoi fondali di Boheme sa-lirono verso il cielo come un vascello dalTimponente attrez-zatura vélica, Allora si placó; non ebbe neppure una reazio-ne violenta la notte che un ciclone di mezza estate - fulmi-nati centinaia di uccelletti e sradicati alberi interi - gli staccô le tele di quel mirabile complesso e le fece ondeggiare al ven- to come il bucato di Polifemo, Del resto non c'era motivo di allarmarsi; la mattina dopo i tecnici di palcoscenico avevano rimediato ogni cosa, Quanto al teatro nel suo insieme, era ultimato in ogni particolare e gli spettacoli avvennero nella maggior tranquillita di spirito e tra clamorosi successi. La tutto si componeva allora in maniera artigiana e semplice, improvvisata, ma su remota esperienza di bacino da ca-renaggio, con una partecipazione simpatica e collettiva che sarebbe piaciuta anche a PUccini, pur cosi esigente quando si trattava di mettere in piedi opere proprie, Gli abitanti avevano libero accesso aile prove e mandavano i figli a cantare nel coro 0 nelle comparse, A me furono affidati i bambini che dovevano agiré nella festa al Quartier Latin della Boheme, una decina di angioletti diabolici, In recita ebbero del miracoloso, improvvisarono salti mortali e altre spettacolari tróvate, tanto che si presero gli applausi a scena aperta. Mio figlio, in costume da strillone delTepoca, vendeva giomali da un bellissimo chiosco sul lato destro del proscenio. A una replica, che spasso!, non poté entrare nella baracchetta perché uno dei soliti vagabondi nottumi aveva lasciato cola un proprio irriverente ricordo. Ma questo non fu motivo di impaccio, come vari altri piccoli incidenti, perché i ragazzi sembravano elettrizzati e si impegnavano a fondo, uscendo da qualsiasi trappola. Una Boheme memorabile, Tra Taltro mi diede la prova di quanto le regie del teatro musicale debbano essere un po' di getto, cavalcando la tigre, senza preconcetti. Naturalmente avevo fissato, dietro indicazione di Miglioli, un piano rigoroso di entrate e uscite, sulla scorta della partitura, insieme a Vittorio Sicuri, solerte istruttore del coro, che ogni tanto ac-correva a ricevere suggerimenti dal suo superiore scaligero Romano Gandolfi, nascosto in chissa quale albergo della Versilia, II mérito degli interpreti, specie della Scotto e Pavarotti, fu altrettanto storico, e non sta a me entrare nella descrizione di quello che fu un vero e proprio trionfo musicale. Le due opere in cartellone nel 1975, Manon Lescaut e Boheme, ségnarono ai tempi loro la fortuna di Puccini, La prima fii rappresentata nel 1893, in febbraio, e la seconda sempre in febbraio tre anni dopo, Ambedue erano di ambiente pari-gino: Boheme per intero, Manon in buona parte. Ad ambedue il Maestro dedicó molto lavoro per definire il clima, il colore, i particolari dell'ambiente, Puccini non abbandonera mai questa técnica di composizione, anzi nelle opere della

Termékadatok

Cím: Puccini a casa [antikvár]
Szerző: Gustavo Marchesi
Kiadó: Magnus Edizioni SpA
Kötés: Vászon
ISBN: 8870570193
Méret: 250 mm x 330 mm
Gustavo Marchesi művei
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