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Tarquinia [antikvár]
 
Tarquinia Tarquinia, l'etrusca Tarxuna o Tarxna, sorgeva, come quasi tutte le citta etrusche, su un ampio pianoro, ancor oggi denominato «La Civita», a forma di sperone, naturalmente difeso per tre quarti da ripidi ciglioni calcarei, congiunto all'entroterra soltanto da un lato, incombante sulla vallata del Marta e distante circa km 3 dal mare. La sua posizione si presentava eccezionalmente favo-revole sia dal punto di vista strategico che commerciale. Collocata nel punto di coincidenza ira la linea del mare e la vallata del Marta,...
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Bővebb ismertető
Tarquinia Tarquinia, l'etrusca Tarxuna o Tarxna, sorgeva, come quasi tutte le citta etrusche, su un ampio pianoro, ancor oggi denominato «La Civita», a forma di sperone, naturalmente difeso per tre quarti da ripidi ciglioni calcarei, congiunto all'entroterra soltanto da un lato, incombante sulla vallata del Marta e distante circa km 3 dal mare. La sua posizione si presentava eccezionalmente favo-revole sia dal punto di vista strategico che commerciale. Collocata nel punto di coincidenza ira la linea del mare e la vallata del Marta, strettamente collegata con i centri deU'interno per mezzo di una fitta rete stradale, essa crebbe rápidamente assorbendo via via i limitrofi e pill piccoli centri ed assurgendo in breve tempo a grande centro politico, religioso ed economico. La fondazione di Tarquinia e attribuita a Tarconte, fratello o figlio di Tirreno, eroe eponimo del popolo etrusco. Sempre a Tarquinia la leggenda localizza il mito di Tagete, il fanciullo vecchio uscito dal soleo dell'aratro per insegnare al suo popolo la disciplina religiosa. Le origini della citta risalgono al ix-viii secolo a.G.; nel territorio circostante tracce di culture piu antiche propongono datazioni che si spingono oltre l'eta del bronzo sino alla cultura litica. E certo comunque che, come centro abitato, nettamente difFerenziato per esten-sione ed importanza dai vecchi pagi limitrofi, Tarquinia inizia la sua crescita agli albori del vii secolo a.G., quando il vecchio villaggio, per felice ubicazione, viene a trovarsi al centro di un ambiente topográficamente determinante per i futuri sviluppi commerciali e politici dell'intero territorio. II rápido crescere di questo centro trova inoltre conforto, secondo la tradizione, nei suoi rapporti con Roma, alia quale diede la dinastia di quei Tarquini che, pur da dominatori, impressero vigoroso impulso aU'affer-marsi di quella nascente citta ed infiuirono, in maniera determinante, nella lotta per la supremazia degli Etru-schi non solo su Roma, ma anche sui famosi centri del Latium Ve tus. Alia fine del vi secolo a.G. la grave crisi economica che colpisce tutta l'Etruria non risparmia sicuramente Tarquinia, la quale viene a trovarsi, dopo la distruzione di Veio e la neutralizzazione di Caere, in immediato contatto con Roma. Svuotata delle sue migliori energie politiche ed economiche, la citta, malgrado i numerosi scontri di non decisiva importanza e la guerra dichiarata nel 358 a.G. e risoltasi non certo brillantemente a suo favore, riesce a concludere una pace di quarant'anni, durante i quali tuttavia continua l'inesorabile declino della citta, al quale in buona parte concorrono le con-troversie interne e contrasti con le citta etrusche vici-niori. Nel 311 a.G., riaccesasi la lotta, torna ad anron-tare Roma che in breve, dopo appena tre anni, riesce a prendere decisamente il soprawento e ad imporre quelle dure condizioni che portaron© alia scomparsa definitiva della citta dal novero delle gloriose compo-nenti deirantico stato etrusco ed al suo ingresso, come stato federale, nell'orbita politica di Roma. E sotto questo aspetto che Tarquinia nel 204 a.G. offre aiuto a Roma, nella lotta contro i Cartaginesi (fornira la stoífa per le vele della flotta romana in allestimento), e nel 181 a.G. accoglie nel suo territorio la colonia romana di Gravisca, che si sovrappone al piu vetusto centro sorto attorno al porto etrusco. II 90 a.G. segna il definitivo inserimento della citta nello stato romano, Tarquinia viene creata municipio e riacquista prestigio sino raggiungere sotto gli Antonini momenti di particolare splendore. Sede vescovile gia nel IV secolo, decadde rápidamente durante le invasioni barbariche, ira le quali particolarmente disastroso do-vette essere il passaggio e il conseguente terribile sac-cheggio dei Visigoti di Alarico e delle bande dei 40 000 schiavi fuggiaschi, aggregatesi all'esercito dei barbari (408 d.G.). Rutilio Namaziano, nel 416 d.C., osservando Gravisca durante il suo viaggio marittimo verso le Gal-lie, poteva ancora constatare i disastrosi efietti di tali incursioni. La atta antica Della citta antica, che sorgeva sul colle detto ancor oggi « La Civita », erano noti, sin dai secoli scorsi, al-cuni monumentali avanzi fra i quali quelli di un grandioso basamento di un tempio comunemente chiamato « Ara della Regina ».

Termékadatok

Cím: Tarquinia [antikvár]
Kiadó: Istituto Geografico De Agostini S.p.A.
Kötés: Varrott keménykötés
Méret: 230 mm x 310 mm
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