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Versailles, citta dei re
Versailles «il piu triste e piu ingrato fra tutti i luoghi, senza visuale, senza boschi, senz'acqua, senza terra ». Cosi un suo deni-gratore, il memorialista duca di Saint-Simon. E difatti, agli inizi del XVI secolo niente sembra predestinare questa zona acquitrinosa a diventare in pochi decenni il centro della vita política e culturale della Francia. Questa terra aUora desolara e quasi deserta — c'e solo un vecchio castello cadente, una chiesina e qualche casa — e tuttavia un ottimo terreno di caccia dove si reca volentieri il buon re Enrico IV per trovare una distrazione ai pe-santi obblighi della vita di corte.
Lo accompagna sin dal 1607 suo figlio, il futuro Luigi XIII. Come suo padre, questi sara un accanito cacciatore e verra spesso a Versailles in compagnia di pochi intimi. Per non essere costretto a tornare in giornata nel suo Palazzo del Louvre o nel suo CasteUo di Saint-Germain-en-Laye, si fa costruire nel 1624 quel che l'ambasciatore veneziano chia-ma «una piccola casa», piu esattamente un padiglione di caccia di ventisei stanze con un giardino di cinquanta ettari. La spesa e modesta per un sovrano: diecimila Kre. Purtrop-po si rivela subito troppo piccolo, tanto che il re compra nel 1632 il feudo di Versailles e fa costruire un vero casteUo in mattoni e pietre, con vasti giardini e bacini di acqua. Ultimata nel 1636, Topera viene a costare duecento-cinquantamUa lire di cui quarantamila per i soli giardini. E la prima parte di un am-pHamento che portera l'estensione deUe terre attorno al palazzo ad oltre seimilaseicento ettari.
Luigi XIII muore nel 1643. Quando suo figlio, Luigi XIV, viene per la prima volta a Versailles ha solo tredici anni; appassionato di caccia come suo padre vi tornera piu volte in
futuro e quando nel 1661 cerchera un luogo appartato per i suoi amori con La VaUiere, pensera a quel padiglione cosi vicino a Parigi e lontano dagli occhi indiscreti. Da quel momento e forse segnato il destino di questa terra, anche se passeranno molti anni prima che awenga l'insediamento definitivo dell'intera corte.
Si e molto discusso suUe ragioni che hanno indotto il re ad abbandonare la reggia parigi-na del Louvre: il suo desiderio di avere un palazzo costruito secondo i suoi gusti, il suo risentimento per i parigini, dopo la fuga precipitosa in piena notte, durante la Fronda, il disgusto per una citta sporca e soggetta a fre-quenti epidemic causare dall'«aria cattiva», il suo amore per la natura e l'aria pura, la sua passione per la caccia, la volonta política di tenere sotto controUo una nobilta indiscipli-nata e perfino il pensiero machiavellico di rovinarla finanziariamente per tenerla alia sua mercé. Tutte ragioni che hanno forse avuto un loro peso, ma nessuna determinante, al fine di fissare e accentrare la vita política e culturale del suo reame a una ventina di chilometri da Parigi.
Si tenga conto inoltre che Luigi XIV regna nel 1661 suUa nazione europea piu popolata, con i suoi venticinque müioni di abitanti; e giovane — ha solo ventitré anni — ed ha ricevuto dal suo ministro, l'italiano cardinale Mazzarino, la passione per 11 bello sotto tutte le forme: edifici, Stoffe, marmi, gioielli, giardini. La Francia e forte, e ricca e permettera al SUO sovrano di fare sfoggio di questa ricchezza nella magnificenza del suo nuovo palazzo.
II re non intende tuttavia distruggere 11 padiglione di caccia di suo padre; anzi, lo con-servera come núcleo centrale deUe nuove costruzioni che non faranno altro che avvolger-