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INTRODUZIONE
Dall'enciclica di Giovanni Paolo II «Dominum et Vivificantem» (nn. 1.2.25.61)
1. La Chiesa professa la sua fede nello Spirito Santo come in colui «che e Signore e da la vita». Cosi essa professa nel Simbolo di Fede, detto niceno-costantinopolitano dal nome dei due Gondii - di Nicea (a. 325) e di Costanti nopo-li (a. 381) -, nei quali fu formúlalo o promulgate. Ivi si aggiunge anche che lo Spirito Santo «ha parlato per mezzo dei profeti».
Sono parole che la Chiesa riceve dalla fonte stessa deüa sua fede, Gesu Cristo. Difatti, secondo il Vangelo di Giovanni lo Spirito Santo e donato a noi con la nuova vita, come annuncia e promette Gesu il grande giorno della festa dei Tabernacoli: «Chi ha sete venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorghe-ranno dal suo seno» {Giovannil,y! s.). E l'evangelista spie-ga: «Questo egli disse riferendosi alla Spirito, che avrebbero ricevuto i credenti in lui» {Giovannil,1)9). E la stessa simi-litudine dell'acqua usata da Gesu nel colloquio con la Samaritana, quando parla della «sorgente di acqua che zam-)illa per la vita eterna» {Giovanni 4,14), e nel coUoquio con "^icodemo, quando annuncia la necessita di una nuova nascita «daIIacqua e dalla Spirito» per «entrare nel Regno di Dio» {Giovanni?),5).
La Chiesa, pertanto, istruita dalla parola di Cristo, áttin-gendo all'esperienza deUa Pentecoste ed alla propria storia apostolica, proclama sin daU'inizio la sua fede nello Spirita Santo come in colui che da la vita, colui nel quale l'imper-scrutabile Dio uno e trino si comunica agli uomini, costi-tuendo in essi la sorgente deUa vita eterna.
2. Questa fede, professata ininterrottamente dalla Chiesa, deve essere sempre rawivata ed approfondita nella coscienza del Popolo di Dio.
Nella nostra época, dunque, siamo nuovamente chiamati dalla sempre antica e sempre nuova fede della Chiesa ad awi-cinarsi alio Spirito Santo come a colui che da la vita.
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