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Prefazione
Gli studi sulla Terza Internazionale (e i suoi massimi leaders) hanno compiuto Í7i Questi anni notevolissiTíii pvoQvessi, P^on si tvatta^ con tutta evi-denza, di un dato separato dalia problemática attuale del movimento interna-zionalista o anche del « socialismo reale », che si e venuta acuendo per piu ragioni. Un rijlesso, dunque, dei bisogni délia cultura política, ma anche necessita di comprendere fino in fondo, in termini scientifici e umani, que-stioni non risolte, che si radicano nel passato. Forse, gli italiani sono giunti a questo tipo di interesse con un certo ritardo rispetto ad altre storiografie occidentali, ma negli ultimi tempi, oltre a un certo numero di traduzioni, sono stati promossi convegni e dibattiti, come quelli che hanno posto al loro centro la crisi rivoluzionaria — e la reazione — in Europa nel 1917-1924 o figure come quelle di Bucharin e di Trockij. Nelle occasioni accennate e sempre stato presente un incontro fra studiosi di piii nazioni, e sarebbe anzi auspicabile — ma le condizioni politiche non sono le migliori — che un tale método possa estendersi ed essere reso accessibile a tutti.
Se la storiografia del movimento operaio e socialista e parte integrante ed essenziale della storia contemporánea, l'indagine sugli aspetti internazio-nali del socialismo e del comunismo non e meno importante di ricerche dedicate al momento nazionale o regionale o locale: Vassunto universalistico e riformatore proprio delle idee e delle organizzazioni che guardano alia societá futura, che ricevono la loro impronta dalla classe operaia e dai suoi alleati, che tendono a « cambiare il mondo » non pud non suggerire un qual-che ripiegamento critico e autocritico sulle forme via via assunte dall'« inter-nazionalismo ». Ma il mondo, come diceva Gramsci, e «grande e terribile»: quello di oggi non meno di quello di ieri. Il ricercatore, lo storico che intra-prenda lo studio del movimento socialistico nei suoi aspetti e risvolti interna-