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Idl canto gregorianoLa música nella Chiesa medic valeIn confronto all'uso puramente voluttuario e pratico che della música fecero gli antichi romani (teatro, pantomime, conviti, oppure funzioni e parate militari), il cristianesimo ne introdusse una concezione ben piu alta e spirituale. Non che, in fondo, l'impiego del canto nelle cerimonie ecclesiastiche non fosse in origine anch'esso un accorgimento pratico: per uniré i fedeli aU'officiante e farli partecipare alla cerimonia con le loro risposte aile parole del prete. Ma la destinazione sacra non tardö ad improntare la música stessa, piegandola a sensi di solenne e sublime misticismo, facendola capace di dar forma artística al sentimento del divino, del misterioso, del celeste.S'intende con la designazione di canto gregoriano tutto il complesso della música norita durante il Medioevo in seno alla Chiesa, dalle origini del cristianesimo fino alie origini della polifonía, quindi dell'umanesimo: música vocale monodica, inquadrata negli schemi della liturgia cattolica. San Gregorio Magno, che le diede il nome, compí opera di codificazione e di sintesi e, insieme, di severo richiamo alla correttezza litúrgica, quando - sotto Tinflusso delle molteplici attivita umane che durante il Medioevo trovavano sede nella Chiesa, e per la lenta opera di adattamen-to alie linque volgari che stavano per manifestarsi - elementi profani o esotici minacciarono di corromperé la purezza di tale canto. Gregorio, quindi, non solo compose alcuni canti nuovi, ma tutti i preesistenti rivide e radunö in una specie di summa, VAntiphonarius Cento, che, legato con una catena d'oro all'alta di San Pietro, andő poi perduto durante le invasioni barbariche; ma copie ne furono tratte e diffuse nei paesi europei, specialmente in Inghilterra, Francia e Svizzera.Sviluppo e forme del gregorianoMa che cos'erano queste melodie, questo complesso di canti che Gregorio codificó e trasmise ai posteri, e che cosa divennero dopo di lui?Si distinguono, aile origini della liturgia cristiana, due modi, due principi di canto, che gli antichi definirono coi nomi di accentus e concentus, e che corrispon-dono, grossolanamente, ai principi rispecchiati rispettivamente nel recitativo e