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CON L'OROLOGIO CARICO: "IL VALORE DEL TEMPO'"Vi ricordi il mió nome, ed il valore del tempo": cosí Verdi, la prima volta che serive a Boito, accompagiiando il dono di un orologio per ringraziarlo di una fortuita, sebbene prof etica collaborazione: i versi per YInno delle Nazioni, 1862. ' Verdi ormai celebre, a Parigi. Boito sui vent'anní, ancora fresco di Conservatorio milanese, anch'egli la con l'amico Faccio e con una borsa di studio, scapigliati in erba, alia conquista del mondo. Una lettera di presentazione di Clarina Maffei ha stabilito il contatto. Ma dovranno trascorreré diciott'anni prima che una seconda lettera di Verdi venga indirizzata a Boito, prima che quel lontano, occasionale incontro si concreti in collaborazione da copyright, in sodalizio, in un capitolo da leggersi da cima a fondo nella storia let-teraria ed artística dellTtalia fin de siecle."Il tempo", che non si valuta tanto in attimi o millenni, quanto per I'intensita con cui si utilizza e che, lungo o breve, per Verdi come per gli uomini di buona volonta ha sempre significato nell'attivita gioia e partecipazione, nell'inattivita isolamento e sconforto.Lo stesso per il 'suo' Istituto, sorto finalmente a Parma dopo piú di mezzo secolo dalla sua morte. Una prima giornata dellTstituto di studi verdiani quella che, con un 'rigurgito' oramai insperato e misericordioso reca a sigillo i presentí due volumi, e stata breve. A modo suo ha fatto presto a passare. A modo degli 'altri' e calata in fretta la sera, eppoi la notte. Un quinquennio senza dar piú segni 'esterni' di vita, nessuna pubblicazione, nessuna manifestazione: noi come morti, come spazzati via per il mondo che non varea la soglia di Palazzo Marchi dove al primo piano, scalone a destra, l'orologio ha pero sempre continúalo a esser carico, ed i servizi consulenza, biblioteca, archivio a funzio-nare, e gli studiosi e gli appassionati, quelli veri, a sentirsi a proprio agio. Colpa dei tempi ho sentito dire a proposito dell'infausta e incredibile 'stasi' dei nostri tempi cosí inadatti ai lussí di una cultura che non sia di quartiere, cosí candidi e verniciati di austerity. Sara. Peccato perché il tramonto era stato luminoso, persino eroico, con quel suo quarto Congresso, quello di Chicago, 1974, sotto un cielo da western, oon i nostri che arrivavano da tutte le partí: l'acme, forse, di una passione tanto rovente da suscitare gelosíe nei cuorí solitarí, invidie negli assenti, sospetti negli sceriffí di turno. E neppure il pomeriggio era trascorso senza baglíori, coi due íncontrí di studio alla distanza di sei mesi Tuno dall'altro, a Torino i Vespri, a Parma Verdi e Schiller, 1973, coronato quest'ultimo da un avvenímento che oggigíorno sa di incredibile e che e ínvece di chiara derivazione nostrana, rínascimentale.' Verdi a Boito, 29 marzo 1862. Aul.: Istitulo di sludi verdiani, Parma (Donazione Albertini).ANNOTAZIONI2871 (Verdi a Boito 15 agosto 1880)Aut.: Istituto di studi verdiani, Parma.Pubbl.: Nardi, pp. 466-467 (parz.); WaIker, pp. 581-582.Giulio le avia detto: Giulio Ricordi (Milano, 1840-1912), nel-l'ordine cronologico il terzo titolare dell'omonima Casa editrice mi-lanese. É stato finora il trait d'union (si veda la documentazione riportata nella Premessa), e di lui Verdi si vale anche per inoltrare questa sua risposta a Boito, datata 15 agosto, accludendola ad una sua lettei-a a Ricordi, datata 17 agosto.Shakspeare, Jajo, Desdemona gema, Colpi di Canone, suppore; Cosí nell'autografo.suppore, e diría: Nell'autografo "e" é la correzione di "anzi".Mefistofele a Londra: L'opera era andata in scena in italiano, per la prima volta in Inghilterra, al Teatro Her Majesty's il 6 luglio 1880.2 (Boito a Giuseppina Verdi 4 settembre?- 1880) Aut.: Villa Verdi, S. Agata.Data: La lettera reca l'indicazione "Monaco (Alpes maritimes)/ Hőtel des bains./Sabato". La busta e mancante. Boito ci viene in aiuto quando dice: "Oggi ho ricevuto una interessantissima lettera del Maestro". Quel "Sabato", dunque, ha ricevuto la lettera di Verdi del 15 agosto 1880. Considerando che Verdi, da S. Agata, gliela ha inoltrata tramite Ricordi, che e a Milano, il quale a sua volta l'ha inoltrata a Boito, che e a Monaco, quel "Sabato" potrebbe essere il 28 agosto 1880. Ma Giuseppina aspetterebbe troppo a informare Ricordi di avere ricevuto questa lettera di Boito (non e sua abitudi-ne), e quando, nella sua a Ricordi del 7 settembre 1880 (vedi la nota seguente) si seusa per il ritardo, lo fa per aver tardato a rispon-dere alia lettera di Ricordi del 5 agosto 1880. Quindi e assai piú pro-babile che quel "Sabato" sia il 4 settembre 1880, e che proprio questa lettera di Boito del 4, la sproni a rispondere a Ricordi il 7. In tal caso, pero, Boito non direbbe il vero quando afferma: "Oggi ho ricevuto una interessantissima lettera del Maestro", perché e improbabile che la lettera di Verdi, pur col suo inoltro tortuoso, gli sia arrivata soltanto il 4 settembre. Ma forse proprio quell'inoltro tortuoso offre il pretesto a Boito di non dire il vero, e questo per guadagnare tempo, e poter cosí attenersi ai eonsigli che gli giungono frattanto da Ricordi. E che quel "Sabato" fosse il 4 settembre ver-rebbe anche sostenuto da un'altra lettera di Boito, questa volta a Ricordi, dove si legge "Ho fatto ció che volevi: ho scritto in questo momento alia Signora Verdi". Questa lettera, nell'Archivio Ricordi, e stata datata "7mbre 80".