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PrologoJ,Capolinea: Marsiglia, stazione Saint-CharlesDall'alto dei gradini della stazione Saint-Charles, Guitou, come lo chiamava ancora sua madre, con-templava Marsiglia. "La grande cittá". Sua madre ci era nata, ma non gliel'aveva mai fatta vedere. Malgra-do le promesse. Adesso era li. Solo. Come un adulto.E tra due ore, avrebbe rivisto Na'ima.Per questo era venuto.Con le mani infilate nelle tasche dei jeans e una Camel tra le labbra, scese lentamente la scalinata. Di fronte alia cittá.In fondo alie scale gli aveva detto Naíma, trovi il boulevard d'Athenes. Lo segui fino alia Canabiere. Giri a destra. Verso il Vieux-Port. Ancora a destra, dopo duecento metri, vedrai un grande bar all'ango-lo, La Samaritaine. Ci incontriamo li. Alie sei. Non puoi sbagliarti.Le due ore che aveva davanti lo rassicuravano. Po-teva trovare il bar. Essere puntuale. Non voleva far aspettare Na'ima. Era ansioso di rivederla. Di prenderla per mano, di stringerla tra le braccia, di baciar-la. Quella sera avrebbero dormito insieme. Per la prima volta. La prima volta, per lei e per lui. Mathias, un compagno di liceo di Naíma, gli prestava il mono-locale. Sarebbero stati soli, loro due. Finalmente.Questo pensiero lo fece sorridere. Un sorriso timi-do, come quando aveva conosciuto Nai'ma.Poi fece una smorfia, pensando a sua madre. Sen-13