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PREMESSA
Mentre esce questo libro di un importante conwegno-grand tour tenutosi in cinque púntate nella nostra Université di Udine risuona il frastuono della politica e della storia che non si e fermata sul nostro pianeta. Occiduo e un po' umbra-tile appare il nostro occidente europeo benestante ma che ha nel ventre umori insospettati e rancori brucianti. Albeggiante e ottimista appare quella parte d'Europa che per tanti versi abbiamo considerato irraggiungibile e sequestrata per decenni, ma ora con vivacita bussa alia porta, carica di bellezze. II viaggio che fara il lettore di queste pagine offre un quadro gaio e sfaccettato non del ri-svegliarsi di una cultura russa, polacca, serba, ceca e ungherese, ché mai la cultura in questa Europa aveva potuto davvero sonnecchiare. Anzi da tempi re-motissimi consegnata ai chierici di cancellerie e a poeti o scrittori esuli, aveva rappresentato meglio che all'ovest quella funzione totalizzante della letteratura di essere l'intelligenza umana comunque e dovunque. Di fare poesia e poli-tica, cronaca e sociología, fiaba e consolazione ma anche ammonimento e in-segnamento individúale e collettivo. II risveglio e semmai nello stile: ché cir-cola in queste pagine una liberta e una densita dei discorsi che non hanno piu bisogno di metafore o allusioni ironiche ma polemizzano liberamente con il nostro oggi, il nostro ieri e si pongono interrogativi radicali sul nostro domani, che in quest'alba di oriente appare essere proprio nellé nostre mani.
Vittorio Strada nell'inaugurare questa nostra serie di convegni - che vor-remmo diventasse un appuntamento nel tempo, dalla bella idea di Annalisa Cosentino, con il nostro oriente europeo - ha detto che solo ora puo dirsi completa l'Europa, non piu una piccola Europa ma un'Europa intera. E questa Europa sicuramente indurra il suo occidente a riflettere su di sé, ma noi vogliamo pensare con intensita a questo oriente cosi neonato e cosí attraversato da brivi-di di ogni novita. La Facolta di Lingue dell'Universita ha voluto dedicare il Convegno all'anno europeo delle lingue, segnalando che queste lingue e culture e le altre del nostro est sono fra le sue vocazioni primarle. Il Dipartimen-to di Lingue e civilta dell'Europa centro-orientale vi ha lavorato con passione. E il piu grande convegno dedicato in Italia da tempi lontanissimi all'altra Eu-