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MARIO DE MICHELl
Constantin Brâncusi
BIOGRAFIA
Constantin Brâncusi e nato il 21 febbraio del 1876 a Habita, frazione di Pestiseni, un villaggio dell'Oltenia, la regione ramena che si estende a sud-ovest tra i Carpazi e il Danubio. Figlío di contadini poveri, senza neppure aver frequentato una scuola elementare, incomincib a lavorare all'eta di sette anni corne guardiano di bes tie e quindi come pastare. Le lunghe giar-nate passate sulle montagne gli rivelarona i segreti della natura e fecero lievitare in lui il sentimento poético della vita terrestre, vegetale e animale, un sentimento che nutrirá poi intimamente tutta la sua lunga attivita di artista. Durante l'in-verna modellava con mirabile istinto plástico 'statue' di neve, che suscitavano l'ammirazione dei contadini e la giaia dcgli altri ragazzi. Brâncusi ha raccontato piu tardi che il ricordo di queste sculture di neve gelata, bianche e splendenti, l'ha ac-compagnato in ogni momenta della sua esistenza. A nove anni, came accadeva per tutti i giovani delle sue contrade, ando a cercar lavoro nella cittadina piu vicina, a Tirgu-Jiu. Travo un posta presso una tintarla, poi, due anni dopo, spostandosi a Slatina, in una drogberia, e infine, arrivando al capoluago dell'Oltenia, a Craiova, venne assunto come garzoné presso una locando. Attivo, intelligente, industriosa, si guadagnb qui la stima di tutti. Un giorno qualcuno, nel corso di una discus-sione, la provocó a cimentar si nella costruzione di un violino. Si fecero anche delle scommesse. Brâncusi prese le assicelle di una casse t ta d'arance, le ficco nell'acqua baílente, le curvo, le taglio, e insomma ne fece un violino. Venne quindi chiama-to uno tzigane a contrallarlo, il quale, tra lo stupore generale, ne cavo fuori musiche e canzoni. Questa specie di prodigio attiré su Brâncusi la simpatia di un cliente henestante, che ne divenne il protet tore, iscrivendola nel 1894 alla Scuola d'Arti e Mestieri di Craiova. Per poter seguiré i corsi e metter si alla pari coi suai compagni di studio, Brâncusi im paro da solo a leggere e a scrivere. Quattro anni dopa, terminati i corsi a Craiova, si presento agli esami di ammissione per l'Ac-cademia di Bucarest. Il nuovo ambiente tuttavia non lo sod-disfaceva, nonoslante alcuni buoni incantri che vi fece, come quello con lo scultore Paciurea, entusiasta ammiratore di Ro-
din. Decise cosi di andaré all'estero, a Monaco e quindi a Pa-rigi. Si racconta che per Vienna sia partita a piedi, col suo passa sicuro di montanara. A Parigi comunque arriva nel lit-glio del 1904. Anche nella capitale francese, per vivere, ju costretto a fare parecchi mestieri, tra cui il cantare per la Cappella Ortadossa Romena di Rue }ean-de-Beauvais. Intanto si era iscritto all'Accademia, dove frequentava il corsa di An-tanin Mercié. Nell'aprile del 1907 un sua gruppá di sculture esposte al Grand Palais attira l'attenzione di Radin, il quale la invito qualche tempo dopa a lavorare nel suo atelier. Brâncusi déclina l'offerta lusinghiera con una frase che e rimas ta celebre: « AW ombra di una grande querela non possono crescere i giovani arbusti ». In verita, a quest'epoca, dopo un'esperienza d'ispirazione rodiniana, egli stava gia arientan-dasi diversamente. Dell'anno seguente infatti e la sua scultu-ra II bacio, che segna una svolta decisiva nella sua carriera. Ormai si stava legando agli artisti e agli scrittari della prima avanguardia: Apollinaire, Max Jacob, Modigliani, Rousseau, Picasso, Gonzalez, Derain, Léger e quindi Joyce, Radiguet, Pound, che nel '21 gli dedichera quella che e considerato il primo importante saggio della sua bibliografía. E Brâncusi che nel 1913 scolpt sulla pietra tombale di Rousseau il 'Do-ganiere' i versi famosi di Apollinaire: « Gentile Rousseau tu che ci ascolti lascia passare i nostri bagagli in franchigia ». Da questo momento, can calma e tenada, con un lavoro ininter-rot to, egli sviluppera la sua intuizione plastica rivoluzionarta sino alle estreme e logiche conseguenze. Nel '25 entro nello studio d'Impasse Ronsin al n. 11, dove restera sino alla fine dei suoi giorni. Nel '26 ebbe luogo la sua prima 'personale, a New York. Nel '37 si reco a Indar, in India, dove avrebbe dovuto costruire un 'Tempia della contemplaziane e della U-berazione', pragetto che restó senza esita. Nello stessa anno peró ritornó in Romenia, dove pâté realizzare il complesso monumentale di Tîrgu-Jiu. Ne gli anni che seguirono, la sua opera ott enne il massimo riconoscimento internazionale. Il marzo 1957, ottuagenario, BrâncusJ mar) a Parigi, lasciando in erediia al papolo francese tutte le apere di sua propneta.