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Introduzione
«La verita della faccenda é che !a mia facoltá di scrivere in inglese é naturale quanto ogni altra attitudine ingénita che io abbia mai avuto. Nutro la strana e irresistibile sensazione ch'essa sia sempre stata una parte inerente di me stesso.» Casi, ancora nel 1919, piü che sessantenne e ormai celebre, Joseph Conrad torna-va ad opporre le ragioni del proprio intimo sentire alie ripetute polemiche circa la sua tardiva «adozione» lingüistica. All Inghil-terra e alia letteratura inglese, infatti, egli era pervenuto dalla periferia slava del continente, irrompendo nel mondo vittoriano do-po aver lasciato l'irredenta Polonia nativa e aver deluso l'impe-gno patríottico della sua famiglia con un gesto di fuga: compien-do un balzo nel vuoto simile a quello che, spinto dal seme di viltá che gli intorbida il cuore, compie Lord Jim abbandonando la nave in pericolo con il suo carico umano.
Queste due circostanze hanno contribuito grandemente a fare di Joseph Conrad uno dei massimi prosatori della letteratura europea fra i due secoli. L'abbandono della patria d'origine ha ali-mentato in lui quel sentimento di colpa, quella impietosa lucidita nello scandaglio degli uomini e del loro cuore, che é a fondamen-to della sua vocazione narrativa. L 'alteritá étnica e di tradizione gli ha consentito di percorrere l'impero vittoriano senza mai sen-tirsi realmente avvinto, nel profondo, dai lacci della sua salvaguardante obliquitá morale, dalla gratificante ma ambigua liturgia della partecipazione e del consenso.
Dotato di quella severa capacita introspettiva che sa svellere nelle azioni umane le essenze occulte e nude, che sa isolare, nel ri-velatore travaglio di una crisi, la flagranza rude e ultima dell'i-stinto, Conrad entra nella letteratura inglese nel momento in cui é piü acuta, in essa, la propensione alia psicología, alio studio delle quinte friabili deU'anima, delle sue maschere mobili e segrete; in un momento, dunque, favorevole alia sua attitudine. Ma la distanza, il grumo di diversitá che resiste in lui rispetto alia terra adottiva, fa schermo e felice ostacolo a un'identificazione troppo immediata, a una complicita troppo profonda. Conrad é, si, uno scrittore di lingua inglese, ma é anche uno scrittore cosmopolita.
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