Bővebb ismertető
Credo che nessuno, prima di Tocqueville, e forse nemmeno dopo, abbia visto l'Etna corne protagonista delle differenze, délia diversité sotto certi aspetti profonda, tra la Sicilia occidentale e la Sicilia orientale.
Tocqueville venne in Sicilia, col fratello Edouard, nel marzo del 1827. Del viag-gio annoté fatti, impressioni e considerazioni in un grosso quaderno — 350 pagine, formato quarto — da cui Beaumont e de Kergorlay trascrissero poche pagine. Poiché il quaderno non fu piu ritrovato, soltanto le poche pagine trascritte furono raccolte nelle Opere complete e si trovano nel tomo V (pp. 127-159). Perdita per noi gravissima, quella del manoscritto originale: considerando l'acu-tezza di cui gia Tocqueville da prova nelle poche note che di quest'opera giova-nile (aveva ventidue anni) ci sono rimaste. Ed ecco quella, che giudichiamo fondamentale, relativa alla propriété fondiaria nella Sicilia orientale: «Lasciamo hen presto le lave, e ci troviamo allora senza soluzione di continuité in mezzo a un paesaggio incantato che vi sorprenderebbe dovunque, ma ancora di pite in Sicilia. Non e che un susseguirsi di frutteti frammischiati a capanne e graziosi villaggi; non c'e spazio sprecato: ovunque un'aria di prospérité e di ab-bondanza. Osservai nella maggior parte dei campi di grano la vite e gli alberi da frutta che crescevano rigogliosamente assieme. Camminando, mi chiedevo da dove poteva provenire questa grande prospérité locale. Non si puô attribuirla solo alla ricchezza del suolo, poiché tutta la Sicilia e un paese molto fertile che anzi richiede meno cura délia maggior parte di altri paesi. La prima ragione che mi diedi di un taie fenomeno, fu questa: poiché la zona etnea e situata tra due delle maggiori citté délia Sicilia, Catania e Messina, trova da queste due parti uno smercio di prodotti che non esiste nel centro né sulle coste meridionali. La seconda ragione, che ammisi con piu. difficolta, fini ben presto col sembrarmi piu convincente. Poiché le terre che circondano l'Etna sono soggette a spavento-se devastazioni, i signori e i monaci se ne sono disgustati e il popolo ne e diven-tato proprietario. Ora la divisione dei beni vi e quasi senza limiti. Ognuno ha un sia pur minimo interesse nella terra. E l'unica parte délia Sicilia dove il con-tadino e possidente.
«C'e da chiedersi ora perché questo estremo frazionamento délia propriété, che moite persone sensate considerano in Francia un maie, debba essere vissuto come un bene, e un gran bene, in Sicilia.
«E facile darsene spiegazione, e si potra aggiungere anche questo esempio
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