Bővebb ismertető
Introduzione
Il Museo di Belle Arti di Budapest conserva la maggiore collezione ungherese di arte figurativa europea. Il museo, che raccoglie anche opere ungheresi, fu fondato nel 1896, in occasione delle celebrazioni del millenario della conquista della patria magiara, e inaugurato nel 1906. La collezione comprende esemplari di scultura, pittura e grafica che si datano dall'anrichita ai nostri giorni. La produzione degU artisti nazionali e custodita, dal 1957, presso la Gallería Nazionale Ungherese.
La parte piú pregevole della collezione del Museo di Belle Arti e costituita, oltre che dalla antica pinacoteca, dal materiale gráfico: nel fondo, che conta piú di ottomi-la disegni e circa novantamila stampe, sono presenti i capolavori di tutte le scuole. Nell'ambito della raccolta di disegni, che vanno dalle miniature del XIV secolo alle opere contemporanee, particolarmente ricchi sono i gruppi tedesco, fiammingo e italiano. 11 primo núcleo di raccolta fu la collezione degli Esterházy, che lo Stato ungherese acquistó dalla principesca famiglia nell'anno 1870.
Il collezionismo aristocrático ungherese cominciô tar-di, a causa di precise circostanze storiche, come l'occupa-zione turca durata 150 anni, la dominazione asburgica e le lotte d'indipendenza che ne seguirono. La piú importante raccolta privata, quella appunto dei principi Esterházy, fu incrementata soltanto verso la fine del XVIII secolo ed e legata in particolare al nome del principe Miklós (Nicolaus) Esterházy (1765-1833), il cui timbro con le iniziaH NE compare su oltre cinquanta disegni esposti in questa occasione. L'imponente numero di disegni, in origine tremilacinquecento fogli, denuncia l'aspirazione del principe a formare una completa visione storica. Dal 1803 l'incisore Viennese Joseph Fischer (1769-1822) aiutô il principe Miklós a individuare i nuovi acquisti e a sistemare il materiale raccolto. In tempi relativamente brevi, fu cosí costituita una collezione di rilevante importanza per quahta e quantita, grazie anche all'acquisizione di co-spicui nuclei unitari.
Per quanto riguarda specificamente la grafica italiana, determinante fu l'acquisizione, nel 1801, dal commer-ciante d'arte J. F. Frauenholz, di un terzo della famosa collezione Praun. Paul von Praun (1584-1616), mercan-
te di Norimberga, si era dedicato alla sua raccolta di opere d'arte, affidando gli affari al fratello. Aveva diviso la sua grandiosa collezione di quadri, statue, disegni, ind-sioni e medaglioni fra Norimberga e Bologna. I disegni itahani erano stati reperiti soprattutto sul posto, con un'attenzione volta in particolare ai maestri manieristi e agh artisti bolognesi dell'inizio del XVII secolo. Amici artisti, come, a Bologna, Dionisio Calvaert, Guido Reni, lo scultore Giambologna, aiutarono Praun con preziosi consigh. Dal 1600 fino all'anno della morte (1616) il colle-zionista visse a Bologna, ma la collezione, ancor prima di queU'anno, era stata trasferita a Norimberga. Soltanto nel 1801 fu alienata dagli eredi, anche se la vendita, pur vietata dal testatore, era gia stata contemplata fin dal 1797, a causa di difficolta economiche della famiglia. Proprio a taie scopo C. T. Murr aveva compilato il catalogo della collezione. Nel 1801, dunque, cioe nel tempo suc-cessivo alla rivoluzione francese, quando il mercato d'arte presentava cospicue offerte, Frauenholz entro in pos-sesso di grande parte della raccolta e ne stese un nuovo catalogo. Da questa collezione provengono alcuni fogli qui esposri di Calvaert e di Annibale Carracci (ai nn. 5 e 9) e il bel gruppo dei disegni di Pietro Faccini (nn. 21-26).
Ancora nell'ambito dei disegni bolognesi, l'apporto fondamentale di Miklós Esterházy fu l'acquisto del fondo Poggi, awenuto nel 1810, a fronte di una rendita vita-lizia di 3000 franchi annui. C. A. Poggi (1744-1836), pitto-re, incisore e editore di origine italiana, custodiva l'importante collezione grafica a Parigi. Oltre venti fogli di questa esposizione provengono appunto da tale raccolta e sono i maggiori maestri bolognesi, dai Carracci a Reni, a Domenichino, Guercino, Canuti (nn. 10, 12,14,15,18-20,27,30,34-39.43,45> 58-59 ecc.). Poggi aveva acquistato i disegni nelle äste di Parigi e di Londra, riuscendo ad as-sicurarsi anche fogli gia appartenenti a famose proprieta: L'accecamento di Polifemo, di Lorenzo Sabattini, originariamente era nella collezione Mariette (n. 2), Lot e le figlie, del Guercino, proveniva dalla raccolta Crozat (n. 34), al-tri fogh del Guercino, del Reni e dei Carracci erano stati del pittore inglese Sir Joshua Reynolds (nn. 10,27,38-39, ecc.).
Anche da anriquari di Vienna, Marmheim e Norim-