Bővebb ismertető
Avvertenza
Ci limitiamo a fornire al lettore poche indicaziont strettamente utili per l'usa di questo strumento, le cui finalita ci sembrano talmente evidenti da rendere superflua ogni illustrazione. L'ope-ra, in due volumi — che, sebbene autonomi, si integrano reciprocamente — si articola in tre parti: un ampio profilo dei movimenti letterari del Novecento italiano; un dizionario degli scrittori italiani contemporanei ( narrator i e poeti) e delle piu significative riviste coeve; un repertorio, infine, che occupa per intero il secondo volume, dedicate all'esposizione del contenuto di tutte le opere narrative (romanzi e racconti lunghi) di cin-quanta scrittori italiani dello stesso periodo e quindi gia com-presi nel dizionario, seguita da una nutrita antologia di giudizi critici. Va tenuto presente che il termine « contemporaneita » e stato inteso in senso estensivo, cost da non escludere il retro-terra necessario alla comprensione degli sviluppi del nostro Novecento letterario; pereid, sono inclusi nel dizionario anche scrittori la cui opera appartiene al secolo scorso ma la cui vita ha oltrepassato la soglia del XX secolo. Per quanto riguarda la consultazione del repertorio, va rilevato che esso e ordinato per autori e non per titoli: di conseguenza le síngale apere devano essere cercate sotto il nome del rispettivo autore, dove esse compaiana in ordine di puhblicazione. Ultima avvertenza: nelVantologia critica i giudizi complessivi sulla persanalita dello scrittore precedona quelli relativi a ciascuna opera.
L'Editore
Movimenti letterari del Novecento italiano
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II Novecento si apre all'insegna di una netta reazione al naturalismo e al positivismo. Sul piano letterario tale reazione era stata anticipata dal Carducoi delle Odi barbare e di Rime e ritmi, dalla « Cronaca bizantina » di A. Sommaruga, al cui clima lo stesso Carducci non fu estraneo, dall'astro sorgente di D'An-nunzio, con la sua temperie eroica ed estetizzante, dal simbolismo del Graf e del Pascoli. Un indice della nuova sensi-bilita ci puö essere ofíerto (e non e che un esempio) da A. Oriani che in Vórtice (1899), un romanzo che narra l'ultima giornata di un suicida, si préoccupa soprattutto di cogliere il problema nel suo riflesso esistenziale: per Oriani il mondo esterno e la cassa di risonanza della psicología del protagonista; laddove E. De Marchi nel Demetrio Pianelli (1890) aveva púntate tutta la sua attenzione sul quadro sociale e sulle ragioni economiche che avevano determinato un evento analogo. E un indice ancora piu evidente e quello oiiertoci dalla fortuna editoriale dell'opera di A. Fogazzaro: si ricordi che Malombra (1881) esce nello stesso anno dei Malavoglia di Verga; ma lo spiritualisme morboso del Fogazzaro riscuotera quel vero e proprio successo di pubblico che il desolato realismo di Verga non conobbe: fino a Piccolo mondo antico (1895) nel quale l'ele-mento consolatorio e il conflitto d'anime rappresenteranno il fulcro d'attrazione per la grande massa dei lettori borghesi. Uno stacco piu netto e segnato, nel nuovo secolo, dai romanzi di Grazia Deledda che, a cominciare da Elias Portolu (1903), vengono a sostituire ai motivi critici del verismo e del naturalismo suggestioni di carattere mitico e lírico. I suoi romanzi piu maturi, da Canne al vento (1913) a Marianna Sirca (1915) al Segreto dell'uomo solitario (1921X stabiliscono una svolta
Movimenti letterari/1
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Corrado Alvaro
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Gente in Aspromonte
Gente in Aspromonte, il racconto piu famoso di Alvaro, pubblicato nel 1930, e la storia breve e amara dei pastori dell'A-spromonte, ambientata tra gli ultimi anni dell'Ottocento e i jrimi di questo secolo, ma valida, si puö dire, ancor oggi; e a storia del pastore Argiro che anela a migliorare la sua misera situazione sociale e a far studiare almeno uno dei figli. Un giorno sfortunato la mandria sorvegliata da Argiro precipita in un burrone e il pover'uomo, malgrado domandi grazia al padrone, Filippo Mezzatesta, e cacciato in malo modo: e la miseria piu assoluta.
Antonello, il figlio di Argiro, comprende di « essere in mezzo a qualcosa di ingiusto », e vedendo la figura mortificata del padre « avanzare a capo chino, stare in piedi con le braccia ciondoloni », matura pensieri di ribellione. Argiro intanto deve ricominciare daccapo: riprende a lavorare da mulattiere, e quando gli nasce un altro figlio, Benedetto, so-gna di realizzare in lui Tantico sogno di emancipazione sociale. « Perbacco », dice l'Argiro, « ne faro un prete predicatore, e che parli per tutta la famiglia messa insieme Bella riuscita che sarebbe per me, per noi tutti, che da casa nostra uscisse qualcuno che potesse parlare a voce alta, e li mettesse a posto ». Per mantenere Benedetto in seminario tutta la famiglia si sacrifica: Antonello va a lavorare lontano a ponti e a strade, e manda tutti i risparmi. Le cose paiono raddrizzate finalmente, ma un giorno i figli di Filippo Mezzatesta bruciano la stalla di Argiro e uccidono la muía: tutto precipita; Antonello e informato dell'accaduto e prégate perché « stringesse la cintela d'un buce ancora e resistesse se non voleva far ridere i ne-
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