Bővebb ismertető
Per non parlare di Charlie Browndi Franco CavalloneCosa si puó dire su Peanuts che non sia giá stato detto, ridetto, citato, narrato a veglia? Esegeti e cantori di questa saga a fumetti hanno da tempo esaurito l'argomento, e anche i loro contributi piü validi sono stati a tal punto volga-rizzati presso ogni sorta di stampa e di pubblico da indurre alia piü tediata saturazione. Tutto ció che si riferisce a Peanuts appare ormai logora agiografia, leggenda abusata, fastidioso luogo comune.Miracolosamente, all'usura dell'apparato critico e celebra-tivo, del folklore e della mitología, si contrappone la stu-penda vitalitá del prodotto in sé. Non si sopportano piíi discorsi su Peanuts, ma si continua a seguire il fumetto con piacere inalterato, se non crescehte. É forse l'unico caso in cui una creazione di grande successo popolare trionfa sulla propria stessa voga, spreme dai suoi fans ogni possibile manifestazione di consenso, poi riduce al silenzio i clamori su di sé e si pone come qualcosa di ineífabile su un piano di gradimento permanente.Sono ormai passati ventun anni dai giorno in cui il favoloso Charles M. Schulz creó il fumetto che tuttora ci delizia. Charlie Brown ha dunque raggiunto la maggiore etá, anche se a tutti gli enetti rimane un bambino non piü che decen-ne, in ossequio all'ottica temporale appiattita di tutte le