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CONVERSAZIONE TRA ÉVA KÖVES E KATALIN NÉRAY
KN: Raccontami un po' come é iniziata la tua storia con la pittura. lo ricordo i tuoi quadri fin quando frequentavi ancora l'Accademia. Da allora, nel decennio passato si possono notare almeno tre grandi cambiamenti nella tua arte.
ÉK: Durante gli anni deü'Accademia usavo molti colori; questo era dovuto al programma di studi. Nell'ulrimo anno ho cominciato ad applicare su tutto uno strato bianco trasparente. Ma non sono questi i miei veri quadri bianchi, prima usavo ancora colori smorzati. Poi, ad un tratto ho avuto il periodo bianco: mi sono stancata dei colori e volevo fare qualcosa di diverso. Ancora non m'interessava il contrasto con il nero. Ma é molto pericoloso anche il bianco: é difficile abbandonarlo.
KN: Quando hai cominciato ad occuparti di foto, cioé lavorare con la foto?
ÉK: Giá nel Liceo Artístico facevo molte foto e avevo la voglia di elaborarle, ma allora non le facevo con tanta consapevolezza come oggi. E iniziato con i quadri con specchi e vetri, ma la funzione della foto era diversa. II vetro costituisce uno spazio a parte, anche lo specchio situato dietro la foto offre un'altra possibilitá di spazio. Ho cominciato a fare seriamente dei quadri con il vetro nel 1995. Intanto, pero, giá nel gennaio del 1994 mi occupavo di mappe vecchie, úsate, le trattavo, ci applicavo delle zone nuove. Nell'autunno dello stesso anno, durante il mió soggiorno di studio a Francoforte ho cominciato a fare "le cartoline di Francoforte", cioé ridipingevo le cartoline vere e proprie.
KN: Torniamo ancora un attimo al 1993 quando hai realizzato la grande installazione dipingendo la párete nel Museo Ludwig di Budapest. Tutti eravamo sorpresi con quanta sicurezza dominavi lo spazio e le grandi dimensioni. Come ti é venuta in mente di trasformare una stanza piuttosto grande o una sala d'esposizione con strisce e con false linee prospettiche dipinte sulla párete?
ÉK: Questo problema m'interessa da tempo, ma prima non avevo possibilitá di occuparmene. I quadri piccoli rendevano stretto lo spazio, volevo sviluppare questo pensiero sullo spazio anche in grandi dimensioni.
KN: Quando hai cominciato ad occuparti del paesaggio come soggetto di quadro f Mi trattengo a non chiamare questi lavori quadri di paesaggio.