Bővebb ismertető
Presentazione
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Sono trascorsi ormai quasiquarant'anni da quan do apparve un volume di A. Karoly BerczeJi in traduzione italiana: il mistero drammatico Pietá, Signore!, pubblicato a Roma nol 1939. Prima di allora, ed anche dopo, la Garriera L e t t:e rrj r 1 a c]el Berezeli incontro in Unghe ria non f)0che nó 1 i evi dJí^Mcoltá: mentre certi conservator! lo avevano dofinito "rivoIuzionario" nel periodo tra le due í^uerre, arrivarono poi certi progressisti a definirlo "reazionario". Tutto ció naturalmente, significava una co sa sola: evidentemente Károly Berezeli non era disposto, [
mai, a fare concession! che potessero in qualche modo le dere ]a sua profoncia onestá di uomo, d i se r i tto re, di in tel lettuale . f/
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L'attivita del Berezeli pareva ormai essersi l_i j
mitata al ruoLo di traduttore (dal1'italiano e, soprattutto, dallo spagnolo) quando, finalmente, videro la lu-ce in Ungheria la sua raccolta di versi Notte d ' estate e, poco c]opo, una serie di romanzi salutati da un grosso con senso di pubblico. Per noi, che nel primo numero di que-sti quaderni non avevamo esitato a definire lo scrittore "una delle piü interessanti e multiformi personalitá de_l la letteratura ungherese contemporánea", questo rappre-senta quindi motivo di prirticolare sodd isf azione.
Tuttavia, accanto al placere di aver inserito Berezeli, anche in pubb1icazioni di carattere accademi-co, nella storia della letteratura magiara ?inticipando di diversi anni il giudizio della critica magiara ufficia-le, non possiamo tacere la gioia di veder finalmente toj. ti dal buio dei cassetti i lavori di un grande amico del nostro Paese, in primo luogo, e di un carissimo amico a livello personale, II Berezeli che amiamo e stimiamo non é soltanto, per noi, il traduttore del Pascoli o di tanti altri poeti italiani, ma anche il brillante conversa-tore, giovanilmente entusiasta ed insaziabilmente curioso, che abbiamo accompagnato in alcune delle sue scorri-bande italiane, da Palazzo Farnese a Roma, fino a Canos-
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