Bővebb ismertető
Premessa
Nell'umile sinagoga della mia citta natale di Ain Témou-chent, in Algeria, i dieci Comandamenti erano scritti a let-tere d'oro su due tavole di legno di quercia appese sopra l'armadio che conteneva i rotoli della Torah.i Come tutti gli altri bambini ebrei, imparavo a memoria le dieci Parole centrali, le cui 620 lettere ebraiche, disposte su due colonne allineate, danzavano davanti a miei occhi, affascinan-domi. Rimanevo estasiato di fronte a quelle dieci Parole che riassumono tutto cio che l'uomo puö comprendere e auspicare per l'universo. Esse descrivono la realta del Creatore rivelato come Essere supremo, Colui di cui nulla puö mettere in dubbio l'esistenza, in quanto dotato di un Nome impronunciabile: ym^ l'Essere che era, e, sara e che fa essere, l'Essere creatore senza il quale nulla esisterebbe, Innominato, Innominabile, la cui unica storia e quella delle creature, nate dalla sua Parola.
Sin dall'infanzia mi si e posto I'enigma di come risolve-re la contraddizione fra la natura dell'ucmo - idolatra, violento, omicida, adultero, ladro e mentitore - e la Legge, di cui ammiravo l'evidenza e la luminosa concisione. Quando, da bambino, stando sulla soglia di casa vedevo passare ebrei come me, cristiani e musulmani, provavo una grande sorpresa nel sentirli discutere concitatamente. Noi ebrei siamo stati rinchiusi nel nostro ghetto religioso prima che la colonizzazione francese ci trasformasse in ipotetici discendenti di Vercingetorige. All'interno delle nostre famiglie ci consideravamo come i figli dei patriar-