Bővebb ismertető
Il culto estetico della macchina e vecchio quanto, o quasi, la macchina stessa. Gia nel 1856 Samuel Atkins Eliot considerava i transatlantic! « fra i raigliori esempi di belle arti ». Ma l'avanguardia imprimera ad ogni sua afîermazione la forza rivoluzionaria del paradosso. Per Picasso le sculture negre non sono belle come la Venere di Milo, ma di piu; per Marinetti l'automobile da corsa e piu bella della Vittoria di Samotracia. I termini scelti per il confronto sono indicativi e niente affatto casuali. Il profilo atWAfrodité di Milo, e in particolare il suo massiccio naso greco allineato con la fronte, la forte struttura delle orbite e della bocca, resteranno dominanti nella tipología femminile di Picasso. La Nike di Samotracia e invece una figura impetuosa, gonfia di vento, protesa dinámicamente dalla prua di una nave. « Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo la nostra sfida »; « Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli », dice il manifesto marinettiano, con immagini abbastanza congeniali. Piu bello della Vittoria di Samotracia vuol dire, nel linguaggio neo-eracliteo dei futuristi, piu dinámico, piu avventato, piu sporto.
La riprova e che Boccioni tiene presente proprio la Nike del Louvre quando imposta il passo trascinante dei suoi Camminatori, avviluppato nell'insorgente spirale che ingloba Tintero corpo dandoci la « forma unica della continuita nello spazio »; quella ' forma unica spiralica, Boccioni dovette studiarla proprio sulla scultura antica, da Fidia alle correnti ellenistiche. E infatti Fidia il primo artista che, accogliendo il messaggio di Eraclito, abbia afirontato il tema del movimento, o che e lo stesso della vibrazione, come qualcosa che deforma o meglio riplasma i corpi cancellando lo schema mentale che di essi abbiamo come entita statiche. Le sue figure sono premute dalla luce e dagli elementi, vento e, sembra, acqua, gia caíate (anche se con un irri-petibile arresto che le trattiene alie soglie dell'umano e del naturale) in quello che Boccioni chiamera il « dinamismo universale ». Il movimento, la luce sono energia gia in Fidia, e símbolo dell'energia e il cavallo, che anche Boccioni prediligera.
II primo artista a rendere, invece, il movimento in un senso piu specifico e probabilmente Callimaco, un immediato allievo di Fidia, nel Chorus delle Memdi: qui le vesti sferzanti, schiacciate dal bassorilievo, rie-cheggiano piu volte e riprendono i contorni delle figure in movimento, creando l'impressione fisica della danza sfrenata.
E questo, in fondo, l'accorgimento ottico della ripetizione, che paradigmaticamente Balla eleggera nei suoi dipinti del '12 a principio scientifico di rappresentazione del movimento, fondandosi sulla persistenza delle immagini nella retina.
Ma se Boccioni guarda anche alla scultura antica, per Balla, come per Severini, Carra e Russolo, la sola fonte e rimpressionismo. II loro debutto e post-impressionista e divisionista, l'oggetto delle loro analisi e la luce. Del resto, nell'Impressionismo si era ripresentato appunto, dopo un lungo intervallo di secoli, il problema della vibrazione e del movimento; e non a caso, giacché era la prima volta ch?, dopo i greci, veniva nuevamente scoperta la natura come bagno di lace, d'acqua e di vento; e si riproponeva la medesima, duplice possibilita: il movimento come frequenza universale, affidato alle vibrazioni della luce colorata, e il movimento come impressione particolare, che si realizza, ad esempio, con Degas nel fruscio delle vesti e nella dissolvenza delle gambe, o piu epidérmicamente con un Boldini.
Andava di pari passo il dinamismo della civilta meccanica; nei quadri impressionist! spuntano le vaporiere, su Parigi s'estolle la Torre Eiffel e nei quadri giovanili, pre-futuristi, di Boccioni e Carra si vedono treni in corsa, tram, sobborghi in costruzione.
C'era anche stata, e vero, la ripresa classica del Rinascimento che aveva riportato in luce temi di linearismo
Movimento, luce, energia