Bővebb ismertető
Introduzione
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Continuo a dare il mío modesto contributo alla storia del Partito comunista italiano seguendo il criterio ed il método di far parlare i fatti, i documenti e soprattutto gli uomini, molti uomini. Tanto piú che non vi é alcun movimento di popolo come quello della Resistenza e della guerri-glia partigiana in cui l'iniziativa, la capacitá di decisione ed i risultati sia-no stati Topera di malti uomini. Le direttive dei comandi superiori furo-no soprattutto orientatrici; il mérito del successo, delle azioni, delle batta-glie, sia di quelle politiche (gli scioperí e le agitazioni di massa) sia di quelle militari, va tuttavia in gran parte ai dirigenti ed ai comandanti pe-riferici, ai combattenti, ufnciali e semplici soldati nelle formazioni par-tigiane, ai gap ed alle saip, agli operai delle fabbriche, ai contadini deUe campagne, agli intellettuali d'avanguardia, che quelle direttive seppero applicare, ed applicare talvolta prima ancora di averie ricevute, sempre pagando col rischio piú elevato, spesso con la vita, le torture, la deporta-zione, con tragedle familiari, per le rappresaglie feroci con le quali i na-zifascisti rispondevano.
Condivido in pleno il punto di vista espresso in mérito da Luigi Longo:
La Resistenza italiana ha scritto alcune pagine di non trascurabile inte-resse, non solo per l'eroismo dei suoi combattenti, ma anche per rorigihalitá e Tarrícchimento portato nelle forme della lotta armata di popolo contro Toc-cupante straniero ed i suoi servi indigeni. Come sempre, in questo campo, la realtá, l'inventiva, la creazione popolare sono state piú fertili delia piú fertile fantasia. Se qualche mérito va ai dirigenti non va certo per la loro inventiva, ma per la capacitá dimostrata di sapere imparare daU'esperienza, di saper distinguere il buono dal cattivo, il vitale dal caduco, quanto era da incoraggiare e quanto andava respinto. Solo aífrontando la lotta partigiana con questa simpatia e con questa umiltá, la si poteva capire, dirigere ed effettivamente portarla avanti/
Mi sono di proposito astenuto dall'intervenire sugli anni che vanno dal 1932 al 1943, anche se di quel periodo conosco fatti e dispongo di documenti; non -sarei tuttavia in grado di portare una diretta e valida te-
' Luigi Longo, Rettifica alte "rettifiche" del generale Cadorna, in II Movimento di liberazione in Italia, maggio 1954, n. 30, pp. 47-48.
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