Bővebb ismertető
Introduzione generale
«Venite a guardare il mió viso due o tre ore dope la morte — annota Gabriele D'Annunzio nel Libro segreto — allora soltanto avro il visa che mi era destinato, immune dagli ajfanni, dalle fatiche, daipa-timenti, dagli innumerevoli eventi cheforzo e forzera pur in estremo il mio disperato coraggio.» Nel volto composto dalla morte, il poeta immaginava, da vivo, il ricupero di quella autenticita, di quella verita umana alla quale aveva rinunciato per tutta la vita in favore di una maschera; quella delVartista inimitabile, del vate, del maestro di vita, del poeta armato, del politico. Una maschera, anzi tante maschere, di un personaggio che ha dominato per quasi sessant'anni la cultura italiana ed europea, ma anche il costume e la societa. D'Annunzio, oltre a essere un grande scrittore i cui testi ci appaiono oggi di una modernité e di unaforza stilistica stupefacenti, e stato una personalita unica, in grado di creare uno stile e un modello di riferimento per centinaia di migliaia di Italiani. D'Annunzio coinvolgeva non solo con la sua poesia, ma anche con il suo stile di vita, con le sue azioni pubbliche e private, l'interesse delVaristocrazia come delle classi popolari, della piccola borghesia come di quella medio-alta. Il seduttore, poi, nel sense in cui lo intendeva Casanova, fu un personaggio che diventô po-polarissimo: il seduttore raffinato e sottile, non certo il dongiovanni volgare e routinier. Piero Chiara ha scritto^ una biografía di D'Annunzio soprattutto per sottolineare questo aspetto della sua esistenza: un aspetto che non fu maiprivato ma che diventô un evento pubblico.
Il personaggio D'Annunzio ha solcato la vita italiana ed europea imponendo un 'immagine di sé talmente forte da lasciare segni indele-bili. Il dannunzianesimo fu un fenomeno singolare, che ebbe un 'influenza importantissima sul costume del nostro paese, sui gusti e sugli atteggiamenti di milioni di Italiani. D'Annunzio creo una vera e propria mitología sulla sua immagine e sul suo ruolo, una mitología che egli riusci ad alimentare fino quasi alla morte, nonostante la sua opera fosse conclusa e il suo esilio al Vittoriale fosse il segno di una sconfitta. Bastano due soli esempi,fra i tanti che si potr ebber o fare, per confermarlo. Andrea Sperelli risultd subito non solo un grande personaggio di romanzo quai era, ma anche un modello di esistenza e di stile per ogni giovane, perfino per chi non aveva i mezzi e la cultura per esserlo. La «vita come opera d'arte» diventô, nell'immaginario collettivo, una sorta di obiettivo primario. Vent'anni piu tardi, in un contesto completamente diverso, quello deWirredentismo legato alia
1 Cfr. P. Chiara, Vita di Gabriele D'Annunzio, Milano, Mondadori, 1978.