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Jeu de Paume [antikvár]

Jeu de Paume [antikvár]

 
PRESENTAZIONE IL MIO MUSEO II Museo del Jeu de Paume, ove sono riu-nite le opere deU'Impressionisitio francese, de-ve il nome al gioco della pallacorda che Napo-leone III fece allestire per il figlio, principe imperiale, sulla terrazza dei Foglianti alie Tui- Si puo dire che Tarea fosse predestinara ad ospitare un museo, giacché fin dai primi del Settecento Caylus vi aveva raccoito, a flanco dell'Orangerie reale, le sue collezloni private di antichita. Ma vediamo dall'inizio la storia di questi luoghi. Nel Cinquecento Caterina de' Medici...
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PRESENTAZIONE IL MIO MUSEO II Museo del Jeu de Paume, ove sono riu-nite le opere deU'Impressionisitio francese, de-ve il nome al gioco della pallacorda che Napo-leone III fece allestire per il figlio, principe imperiale, sulla terrazza dei Foglianti alie Tui- Si puo dire che Tarea fosse predestinara ad ospitare un museo, giacché fin dai primi del Settecento Caylus vi aveva raccoito, a flanco dell'Orangerie reale, le sue collezloni private di antichita. Ma vediamo dall'inizio la storia di questi luoghi. Nel Cinquecento Caterina de' Medici decise di far costruire il palazzo delle Tuileries e di anteporvi un giardino che fosse formato, come riferisce Ronsard (1564), «e da bosco e da prato ». Il giardino deUe Tuileries e infatti sempre stato diviso in due parti: una plantara ad alberi e una ad erba. Questa seconda zona si estendeva ai bastioni di Parigi, cioe sino all'area attualmente occupata dal-l'Orangerie e dal Jeu de Paume. Per complicare le cose, l'odierno Jeu de Paume si trova al posto dell'antica Orangerie; quella stessa di cui parla Enrico IV in una lettera a Sully del 29 marzo 1603: « Vi prego di sollecitare l'erezione e copertura della mia aranciera delle Tuileries, acció ch'io possa far-vi allevare nel presente anno il seme da ba-chi ch'ho fatto giungere da Valenza, in Spa-gna ». I lavori procedettero rápidamente; l'edi-ficio, innalzato all'estremita occidentale della terrazza dei Gelsi in prossimita di un alleva-mento di animali, comprendeva fra I'altro al-cuni locali per abitazione. Le Nôtre vi apporte delle modificbe tra il 1677 e il 1683. Uno de-glí appartamenti fu occupato da Caylus, che vi mori nel 1765 lasciando in legato al re le sue collezioni di antichita. Il luogo fu sempre oggetto di grande am-mirazione. Poussin, chiamato da Luigi XIII, scelse come dimora il poco discosto padiglione della Campana; e il Bernini affermava, nel 1665, che la terrazza era il piu bell'angolo di Parigi. Nel 1852 l'imperatore decise di far costruire un'altra aranciera che sostituisse quella del Louvre e quella della terrazza dei Foglianti. II nuovo edificio, opera dell'architetto Bourgeois, serse sul lato del giardino delle Tuileries che si afEaccia sul lungosenna. Rimasti cosí inu-tilizzati i padiglioni della terrazza dei Foglianti, Timperatore autorizzó qualche anno dopo il Club du Passage Sandrié, che in seguito alia costruzione del palazzo Garnier era stato obbligato ad abbandonare la propria sede, ad allestire un nuovo gioco della pallacorda « sul-l'area dove si ergeva un tempo il convento dei Foglianti ». I lavori furono affidati all'archi-tetto Viraut e l'inaugurazione avvenne il 29 gennaio 1862. II padiglione, designato da al-lora come il Jeu de Paume, fu successivamente rimaneggiato a piu riprese. Cosi, nel 1877, un certo Delahaye ingrandi il Club, facendo so-praelevare di un piano l'ala est dell'edificio. Ni a pagwa a !mislra, la piaula del cenlro di Parigi. ^Ma me dniu', Ira Place de la Cmcorde e le Tuileriei ' !emalo an un circolo Vedifcio del !cu de Paume. A partiré dai primi del Novecento le sale del Jeu de Paume cominciarono ad essere adi-bite a mostré: a quest'epoca infatti, con l'af-fermarsi del tennis, il gioco della pallacorda passó completamente di moda. La prima manifestazione fu la presentazione nel 1909 di 'Cento ritratti femminili di scuola inglese e francese deH'Ottocento'. Da allora ogni anno si ebbero nuove esposizioni; una delle piíi importanti fu la mostra di pittura olandese del 1921, in cui furono esposte, oltre alia Veduta di Delft di Vermeer, che ispiró a Proust la celebre pagina della « Prigioniera » sulla morte di Bergotte, octo famose tele di Van Gogh. Gia nel 1924, il conservatore del Museo del Lussemburgo, Léonce Bénédite, aveva propo-sto di trasportare al Jeu de Paume le raccolte d'arte moderna del suo museo e di creare nei locali dell'Orangerie un centro dell'Impressio-nismo, allineando al fianco delle Nmfee di Mo-net, che stavano allora per essere presentate al pubblico, Tintero complesso della collezione Caillebotte. Questa seconda parte del progetto non fu realizzata; invece, nel 1932, si provvi-de alia sistemazione delle opere d'arte contemporánea di scuola straniera nelle sale del Jeu de Paume espressamente rinnovate. Una parte del Museo fu comunque lasciata disponibile per le esposizioni temporanee: queste si susse-guirono ininterrottamente fino al 1939 e al-cune furono organizzate anche nel 1940 e nel 1941. Le opere requisite dai nazisti restarono per qualche tempo immagazzinate in questi locali prima di essere convogliate verso la Germania; nel 1945 l'edificio ospito invece la commissio-ne per il recupero dei beni trafugati dai tede-schi. A quest'epoca le raccolte d'arte straniera ricevettero una nuova sistemazione nel Museo d'Arte Moderna. Nel 1947, il conservatore capo della sezione di pittura del Louvre fece trasportare al Jeu de Paume i dipinti della scuola impressionista, giudicando l'ambiente, come egli scrisse nella prefazione al catalogo, « naturalmente predi-sposto alio scopo, grazie alie molte finestre e porte a vetri, che lo inondano di quella luce viva che fu la scoperta e l'idea costante dei pittori impressionisti, ben diversa dalla mono-tona e solenne illuminazione tipica dei musei: una luce che, ancor tutta fremente dall'aver carezzato le fronde, i verdi tappeti e gli spec-chi delle fontane su cui si apre da ogni lato il padiglione, fa da collegamento tra la natura e le tele, che di essa vollero essere il piu vibrante riflesso. E qui Íl visitatore cogliera con un solo sguardo il vincolo indissolubile che le lega ». Alcune sale sono state intitolate a coloro i quali, moho prima che gli enti pubblici se ne interessassero, amarono e compresero gl! impressionisti e misero insieme le raccolte che oggi costituiscono il nostro orgoglio, In cia-scuna sala ritroviamo gran parte delle opere che avevano formato la singóla collezione pri-vata ceduta in seguito alio Stato: cosí i nomi di Caillebotte, Moreau-Nélaton. Camondo, Per-

Termékadatok

Cím: Jeu de Paume [antikvár]
Kiadó: Fratelli Fabbri Editori
Kötés: Varrott keménykötés
Méret: 250 mm x 320 mm
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