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Sergio Perosino - La Caccia 1-2. [antikvár]
 
Introduzione alio studio deirattivitá venatoria nelle etá preistorichekáAmare considerazioni sul triste declino e la fine pros-sima di ogni caccia nel mió Paese mí hanno sollecitato a scrivere queste pagine, che spero tuttavia utili poiché sulla passione venatoria, malgrado tutto, non é sceso ancora il crepuscolo.Anche nel futuro, quando si dirá di genti scomparse dedite alio sport della caccia come ora avviene per i popoli che di caccia víssero e vivono la narrazione e le storie avranno, per chi leggerá od ascolterá, il fascino...
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Introduzione alio studio deirattivitá venatoria nelle etá preistorichekáAmare considerazioni sul triste declino e la fine pros-sima di ogni caccia nel mió Paese mí hanno sollecitato a scrivere queste pagine, che spero tuttavia utili poiché sulla passione venatoria, malgrado tutto, non é sceso ancora il crepuscolo.Anche nel futuro, quando si dirá di genti scomparse dedite alio sport della caccia come ora avviene per i popoli che di caccia víssero e vivono la narrazione e le storie avranno, per chi leggerá od ascolterá, il fascino stesso di oggi.Perché gli uomini impararono anzitutto a lottare con gli animali dalla terra e delle acque per trame sostenta-mento, ed inventarono le prime armi non per nuocersi l'un I'altro, come poi avvenne, ma per superare in forza e destrezza gli animali selvatici di essi pii^forti e piü veloci.Non si puó certo credere, né é lecito supporre, che un solo uomo abbia invéntate, per primo, la prima arma da getto, ma, accettando questa ipotesi per comoditá, non ci sará difficile immaginare la sua gioia immensa per avere potato colpire da lontano una preda mai prima raggiunta.Sennonché Tuomo non giunse airarco ed alia fionda che per lentissimo processo evolutivo: un bastone ingros-sato all'estremita opposta all'impugnatura fu la clava; un sasso legato con corde vegetaii ad un bastone fu la mazza; una scheggia di selce fissata ad un grosso ramo fu l'ascia; un osso od una pietra puntuta fissata su un lungo bastone fu lancia e tosto giavellotto.Immaginate il piccolo uomo combatiere, ad esempio, con un mammouth o con un orso delle cáveme; im-maginatelo, armato di una clava nodosa, pesante molti e molti chilogrammi ma pur sempre di limitata potenza, battersi per la vita con quegli enormi selvatici.Certo é difficile credere che un uomo d'oggi saprebbe combattere con il coraggio del lontanissimo ave, ma la debolezza deiruomo odiemo non é tanto íl risultato della progressiva limitazione delle sue risorse fisiche quanto dello smisurato accrescersi della volontá di con-servazione.Alia fine del Terziario, in Europa, vivevano dei cer-vidi, del bovidi, come il bue primigenio, porci selvatici, elefanti e, infine, il cavallo selvaggio: la preda piü am-bita e certo la piü facile dopo la lepre.II periodo glaciale vide il mammouth, o elefante primigenio, vívente in estesissime regioni non soltanto euro-pee; una specie di rinoceronte lanoso, che si conosce per i dipinti e graffiti che si richiamano, nello stile, alie rappresentazioni del bisonte della grotta di Altamira (Spagna) attribuite, queste, al Quaternario; ancora il cavallo selvaggio, cervidi, dei quali il piü noto e típico é un enorme anímale, di statura forse doppia della nostra alce, con lunghissime coma ramificate, e cinghiali. Infine il grande orso delle cáveme, nonché una specie di iena, i bovidi, un canide, ed una specie di lepre.Con la fine del periodo glaciale molta parte di questafantastica fauna scompare, cosí il mammouth, il rinoceronte lanoso, il grande cervo e Torso delle cáveme.La fauna residua si ritira verso le regioni piü fredde, o verso le regioni, sempre piü límitate, dei ghiacciai. Alcune specie affini alie primitive si rívelano, come nel caso dei bovidi e dei cervidi, per le quali specie il bisonte europeo prende il posto del bisonte primigenio ed il cervo nobile sostituisce lo scomparso cervo gigante.II periodo alluvionale vede lo svilupparsi della vege-tazione e la sostituzione del bosco alie steppe. Naturalmente, la fauna si avvicenda secondo il processo di tra-sformazione dell'ambiente.II dott. A. Schvi^appach cita come viventi nel periodo alluvionale le seguenti specie: cervo nobile, renna, cinghiale, bisonte, uro, cavallo selvaggio, camoscio, stambecco, capriolo, orso, lince, volpe, lupo, gatto selvático, tasso, martora, lontra e lepre, oltre a diverse specie di volatili.Gli uomini conoscevano giá allora il cane ed é da presumersi che questo cane primigenio vivesse loro vi-cino.Certo non é pensabile che il cane vivesse, allora, con I'uomo nella dimestichezza odiema. Ma esso, pur man-tenendo, come anímale semiselvaggio, una larga indipen-denza, assolveva probabilmente giá la funzione di ausi-liare inseguendo, in torma, gli animali oggetto di caccia e permettendo al cacciatore di ímpadronirsi della selvaggina straziata.La fauna, nei successivi periodi, si trasforma ancora notevolmente sino a confermarsi, or sono duemila anní, nelle specie attuali.É provato che allora vivevano anche nel nostro continente animali feroci, alcuni dei quali non scomparvero che assai piü tardi.Cosí la tigre, il leone, altri felini, come il leopardo e la lince, altri camivori orsi, lupi e volpi che ancora sono frequenti in molte regioni europee.Renne ed uri furono, con il cavallo selvaggio, la selvaggina piü utile e ricercata, che si cacciava ín corsa con l'ausilio, sempre piü valido, di cani.I combattímenti contro i mastodontici esemplari dei periodi piü antichi vennero cosi sostituíti gradualmente da sistemi di caccia sempre piü simili agli attuali.Le cacce organizzate dalle famiglie e tribu, cacce di massa, vennero abbandonate per l'esercizío piü individúale delTínseguimento e della successiva uccisione della belva o del selvático.I píccoli consorzi umaní traevano, certo, le propríe risorse dalla somma dei successí venatori dei cacciatorí, ma questi, nel corso dei secoli, secondo la trasformazione faunistica e l'evoluzione delle armi, esercitarono la caccia in forma sempre piü individúale.É da presumersi che il cacciatore, od il ristretto singóle núcleo dei cacciatorí, conferisse la selvaggina uccisa o catturata al consorzio o tríbü di cui faceva parte.Questa forma di organizzazione comunistica sussisten

Termékadatok

Cím: La Caccia 1-2. [antikvár]
Szerző: Sergio Perosino
Kiadó: Istituto Geografico De Agostini S.p.A.
Kötés: Fűzött keménykötés
Méret: 240 mm x 320 mm
Sergio Perosino művei
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