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Indirizzo di saluto del dott. Massimo Greco, Assessore alia Cultura del Comune di TriesteLa crepa nel muro: cosi intitolava la pubblicazione degli atti relativi a un con-vegno sui fatti ungheresi del 1956, organizzato dieci anni fa dalla Fondazione Ugo Spirito per il quarantennale degli eventi magiari. Quel titolo resta, a nostro avviso, tutt'ora di grande efficacia: infatti la ribellione di Budapest, che nello stesso anno segui quella polacca di Poznan, sconfesső in maniera evidente il radicamento popo-lare del regime comunista che, per sostenersi, ebbe invece bisogno delle baionette russo-sovietiche.Ma non fu solo 'crepa nel muro' nelle solidarieta (o presunte tali) politico-mi-litari del Patto di Varsavia: la ferita, grave e profonda, avvenne anche nella Sinistra europea, in particolare in quella italiana, dove molti autorevoli uomini di cultura abbandonarono il campo comunista. Ma sarebbe ipocrita negare che anche per il mondo occidentale i fatti di Ungheria, concomitant! con la crisi di Suez, rappresenta-rono una dolorosa circostanza di amara riflessione su come e su quanto Yalta avesse spartito r Europa.Senz'altro opportuno e doveroso allora questo appuntamento, a cura dell'As-sociazione Pier Paolo Vergerio, per rievocare gli accadimenti magiari di mezzo secolo fa con iniziative di sicuro valore.Da parte sua il Comune di Trieste ha inteso ricordare nel setiembre 2006 la rivolta ungherese con una rassegna fotográfica che ha raccolto significative imma-gini scattate da Erich Lessing, mostra che ha registrato una notevole affluenza di pubblico. Dal cardinale József Mindszenty a Imre Nagy, hanno sfilato i protagonisti di quelle tragiche e gloriose giomate: testimonianza di una battaglia di liberta che resta per noi monito e incoraggiamento.Massimo Greco