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PREFAZIONE
Niuno scrittore del mondo fu cagione di tanti com-menti come Dante Allighieri. I volumi, che si stamparono in vari tempi con 1' intenzione di spiegarne le allegorie, hasterebbero a formare una copiosa biblioteca. Eppure io credo fermamente che il velo non sia ancora stato strappato del tutto. Ed ora, per non parlare del divino poema, facendomi a meditare ancor meglio che in passato la Vita Nuova e il Convilo che si pubblicano in questo volume,' io mi confermo vie piii nella credenza, che la Beatrice, di cui ragiona Dante, non sia la Beatrice di Folco Portinari, ma un personaggio allegorico. So che, sostenendo questa cesi, vo ad urtare contra T opinione, starei per dire universale, perché dal Boccaccio insino ai nostri giorni s' incontrano forse quattro soli uomini che abbiano pensato contrariamente a tutti gli altri, cioe Mario Filelfo, il Biscioni, il Rossetti e Francesco Perez. Questi quattro bastano a farmi star saldo nel mio proposito.
Io non ho mai potuto comprendere il perché tanti e tanti valent' uomini, che studiarono profondamente le opere di Dante, siansi ostinati a voler riconoscere in Beatrice la figliuola di Folco Portinari. Dante in tutte le sue opere fece mai il piu piccolo cenno di questo suo concittadino ? No certamente. Egli non menziona che Beatrice, senza dire a qual casato appartenesse. Dante che fa continue allusioni