Bővebb ismertető
Ho io scritlo queste Memorie per vanlta di parlar di me? Bramo che ció non sia; e per quanto uno possa di se giudice costituirsi, parmi d'avere avuló alcune mire mi-gliori: — quella di contribuiré a confortare qualche infelice coir esponimenlo de' mali che palii e delle consolazioni ch'esperimentai essere conseguibili nelle somme sventure;— quella d'attestare che in mezzo a'miei lunghi tormenti non Irovai pur l'umanila cosi iniqua, cosi indegna d'indulgenza, cosi scarsa d'egregie anime, come suoi venire rappresen-tata; —quella d'invitare i cuori nobili ad amare assai, a non odiare alcun mortale, ad odiar solo irreconciliabilmente le basse finzioni, la pusiDanimita, la perfidia, ogni morale degradamento ;—quella di ridire una verita gia notissima, ma spesso dimenticata: la Religione e la Filosofia comandare Tuna e l'altra energico volere e giudizio pacato, e senza queste unite condizioni non esservi ne giustizia, ne dignité, ne principii securi.
LE MIE PRIGIONI.
CAPO PBIHO.
II venerdi 13 ottobre 1820 fui arréstate a Milano, e condotto a Santa Margherita. Erano le tre pomeridiane. Mi si fece un lungo interrogatorio per tutto quel giorno e per altri ancora. Ma di ció non diró nulla. Simile ad un amante mal-trattato dalla sua bella, e dignitosamente risoluto di tenerle broncio, lascio la politica ov' ella sta, e parlo d' altro.
Alie nove della sera di quel povero venerdi, 1' attuario mi consegnó al custode, e questi, condottomi nella stanza a me destinata, si fece da me rimettere con gentile invito, per restituirmeli a tempo debito, orologio, denaro e ogni altra cosa ch'io avessi in tasca, e m'auguró rispettosamente la buona notte.
— Fermate vi, caro voi, gli dissi: oggi non ho pranzato, fatemi portare qualche cosa.
— Subito, la locanda é qui vicina; e sentirá, signore, che buon vino!
— Vino, non ne bevo. —
A questa risposta, il signor Angiolino mi guardó spaven-tato, e sperando ch' io scherzassi. I custodi di carceri che tengono bettola inorridiscono d' un prigioniero astemio.
— Non ne bevo, davvero.
— M'incresce per lei; patirä al doppio la solitudine — E vedendo ch'io non mutava proposito, usci; ed in meno di mezz'ora ebbi il pranzo. Mangiai pochi bocconi, tracannai un bicchier d' acqua, e fui lasciato solo.
La stanza era a pian terreno, e metteva sul cortile. Carceri di qua, carceri di la, carceri di sopra , carceri dirim-