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Le vie de! mondo owero la storia, i destin! e le awenture di ebrei erranti
Riccavdo Calimani
Tra il XIX e il XX secolo si e verifícalo in Europa uno sirano fenomeno che a guardare da lontano potrebbe sembrare assoluiamenie incomprensibile, menire da vici-no appare, se non compleiamenie spiegabile, per lo meno piü chiaro nelle sue linee essenziali: il grande, siraordinario coniribulo degli ebrei alia cultura europea. Di solito si citano Marx, Einstein, Freud e Kafka che sono lutiavia solo gli esempi di maggior spicco, la punta emergente di un iceberg ben piu vasto e dai connoiaii psi-cologici ed esisienziali coniradditiori e sorprendenii.
Naturalmente le vicende di lanii uomini che qui vengono racconiaie e illustrate ebbero luogo e irovarono la loro consisienza ncU'ambiio di trasformazioni di grandi proporzioni, aU'inierno di processi economico-sociali profond! che culminarono, da una laio, nella cresciia in qualche caso tumultuosa della popolazione delle grandi capilali europee, dallallro finirono per assumere toni esasperali a causa di uno sviluppo industriale senza precedenti: accadde quello che, con una formula, felice fu chiamaia r"irruzione della modernita". Un evento che, se per molli fu poriaiore di nuova giuslizia sociale e cancellô ata\iche condizioni di poveria endemica, per altri non fu vissuto come una occasione di progresse, ma come un lurbamenio profondo, inestinguibile, capace di suscitare paure ancesirali e spingere molliludini di individui, nelle braccia di nuovi movimenii loialilari. Per la prima volta si parlô di uomo-massa in un senso moderno e trágico.
Capitale di questa condizione esisienziale, falla di coniraddizioni e di paradossi, di lucí e di ombre, fu Vienna al centro di un Impero mullieinico che, pur metiendo in mosira in apparenza una potenza infinita e uno splendore immenso, esprimeva anche 11 senso di una decadenza irreversibile. Di quesia condizione perennemente in bilico si fecero inierpreti alcuni intellettuali viennesi: Hermann Broch definí la ciita tra il 1880 e 11 1900, una "Gioiosa Apocalisse". Karl Kraus, allora ben piu celebre e osannaio dello stesso oscuro medico Sigmund Freud, la consideró come un laboratorio sperimentale della fine del mondo. Victor Adler, il capo della socialde-mocrazia austriaca, mise in evidenza come TAbso/uíismus e la Schlamperei, l'assoluti-smo e l'incuria, fossero connessi inscindibilmenie. Sebbene agli occhi di qualche profeta la crisi política fosse ben visibile aH'orizzonie, agli occhi dei piu l'Impero austríaco, alia fine del XIX secolo appariva solido e immuiabile. A quesia siaiiciia política corrispondeva luttavia un'assoluia dísgregazione del mondo culiurale che, da monolítico si siava rápidamente irasformando in pluralista, lanío che in molle discipline letlerarie, scíentífiche, anistíche, alia rotlura delle rególe tradízionali cor-rispose uno sperimenialísmo radicale e frammeniaio.
Che le sirade di Vienna fossero laslncaie di cultura, mentre normalmente venivano rícoperte d'asfalio, come notó Kraus, non puó sorprendere se si pensa che nellarea del celebre Ring, nella centralíssima Kaernlersirasse, passeggiarono Sigmund Freud, Franz Brentano, Edmund Husserl, Martin Buber, Ludwig Wittgenstein, Gustav Mahler. Elias Canetti, Alban Berg, Arnold Schönberg, e ancora Hans Kelsen, Joseph Roth, Stefan Zweig, Fritz Lang, Erich von Siroheim, Sterneberg: questa lista non e certamente completa.
Quasi contemporáneamente a cavallo del XIX e XX secolo nacquero nella metrópoli milleleuropea il positivismo logico (Ernst Mach), la psicoanalisi (Sigmund Freud),
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Riccardo Calimani