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CAPITOLO PRIMO
«SIC TRANSIT
Come abbiamo detto a chiusura del precedente volume, nel gennaio del '61, quando ancora nel Sud resistevano le tre cittadelle borboniche di Gaeta, Civitella del Tronto e Messina, si svolsero le elezioni, le prime a carattere nazio-nale. Per il partite moderato di Cavour fu un trionfo. Ma non va dimenticato che su oltre 20 milioni di abitanti, il diritto di voto era riconosciuto solo a 400.000, che rap-presentavano il due per cento della popolazione, e che a esercitarlo furono poco piü della meta perché i parroci avevano predicato l'astensionismo. Fu questa Camera rappresentativa di una ristretta minoranza, che nel marzo proclamo l'Unitá e riconobbe il titolo di Re a Vittorio Emanuele II e ai suoi legittimi successori. Dopodiché, come la prassi richiede a ogni rinnovo di legislatura, il go-verno presento le dimissioni.
L'incarico di fórmame uno nuovo fu affidato naturalmente a Cavour, che bado soprattutto a dargli un carattere meno piemontese e piü italiano con un abile dosaggio di esponenti di tutte le regioni. Per la Toscana c'era Pe-ruzzi, Fanti e Minghetti per l'Emilia, De Sanctis e Niutta per Napoli, Natoli per la Sicilia eccetera. Esso si presento alia Camera in aprile e, nonostante le forze di cui dispo-neva, fu subito investito dalla tempesta. A provocarla fu Garibaldi.
Dopo la partenza da Napoli, il Generale si era ritirato a Caprera dicendo a tutti, forse anche a se stesso, che di po-litica non voleva piü saperne. Percio, quando i napoletani gU offrirono la candidatura a deputato, rispóse: «II mió
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