Bővebb ismertető
Vita
oltre gli occhi
Noi ci troviamo, di fronte all'artista, in una condi-zione di privilegio, come awiene tutte le volte che sui risultati si sono accumulate ragioni e interpretazioni, nel nostro caso da contare per secoli. É proprio un segno di distinzione artística questa libera accettazione, anzí questa stratificazione dei movimenti culturali: accettazione e stratificazione che sono in grado non solo di registrare la ricchezza dell'invenzione artística ma anche la contínuítá del díscorso culturale. Un artista, in un certo senso, prevede a lunga scadenza quello che dopo un certo período apparirá aglí occhí degli osservatori; e immette nel suo testo, nella sua raíEgu-razíone, toní e soluzíoní che soltanto dopo un lungo deposito di anní acquísteranno íl loro autentico rílíevo.
Con questo sí vuol dire che íl nostro modo di guardare Botticelli é completamente diverso da quello adottato dai suoí contemporaneí, probabílmente é anche diverso dalla valutazíone deí contemporaneí mag-gíori ín senso assoluto (si legga Leonardo), ín quanto noí — a volte coscientemente, il piü delle volte incon-sciamente — vi aggiungíamo qualcosa che appartiene alia somma delle varíe esperienze culturali che si sono accumulate su quell'esemplare d'ínvenzíone. Naturalmente, c'é una grossa parte di arbitrio ín operazíoni del genere; ma é un arbitrio giustificato. Altrimenti non esisterebbe senso della storia, e ci sarebbe una grave impossibilitá di adesione all'opera e al lavoro di chi ci ha preceduto.
Valga il caso del Botticelli, in cui convivono libe-ramente due registri opposti, coesistono due registri che non hanno nulla in comune fra di loro: la dispo-sizione degli elementi fissi dei suoi quadri, e la persua-sione intima, profondamente sentimentale delle sue figure. In questo senso il teatro, lo spettacolo della vita che egli ci offre é sempre doppio: da una parte c'é il rispetto di quella che potremmo chiamare la costru-zione architettonica dei suoi temi, e dall'ahra c'é un invito perentorio ad entrare nel romanzo appena ac-cennato dei suoi uomini. II pittore dice tutto o almeno
sembra dir tutto e indicare quello che ha voluto dire nel quadro; ma, se si osserva bene, c'é — subito e dietro — un'altra scena che solo un cuore moderno riesce ad animare e a far vivere. La regolaritá dell'im-pianto, la precisione della realtá sono fin troppo evi-denti perché vi si debba insistere, ma guai a dare un colore fisso a queste sue leggende che,solo superficial-mente,sono aderenti al testo delle sue leggende o delle sue composizioni. E proprio perché l'artista mostra di compiere su se stesso uno sforzo quanto mal severo, lo spettatore é portato a registrare immediatamente l'in-certezza, il dubbio, l'inquietudine che si leggono sui volti dei suoi uomini e delle sue donne. Tante volte si é insistito sulla facoltá di traduzione pura e semplice, lineare, del mondo del suo tempo, quasi che si fosse trattato di riportare sulla tela degli esemplari fissi (e allora siamo spinti ad attribuire a quel repertorio uma-no un valore attuale sorprendente), mentre non sempre si é tentato di sollevare il velo di malinconia che il pittore ha steso su quegli stessi volti. Ora é proprio questo velo a consentirci la forma piü alta di accostamento al-l'arte del Botticelli, é questo velo a fame uno degli in-terpreti dell'animo umano in senso assoluto. Quando poi l'artista raggiungerá il limite della piena maturitá, riuscirá a condensare in una stessa figura la composi-zione architettonica e la soluzione, l'estenuazione sentimentale.
Caso mai, varrebbe la pena di chiederci che cosa é stato a determinare questo raro fenomeno di compene-trazione nella rigiditá della composizione. E qui per l'appunto tocchiamo il primo dato o il primo frutto della suggestione culturale. Quel poco che sappiamo delle sue frequentazioni e quel tanto che deduciamo dalla conoscenza del suo mondo non ci servono certo a risolvere il problema, almeno nel senso di stabilire, punto per punto, i passaggi della sua formazione. Ció non toglie che sia sufficiente la presenza di questo fatto per capire che l'atteggiamento dell'artista di fronte alia realtá non era mai naturale e che la natura era in-