Bővebb ismertető
L'ordine
delle somiglianze
"E, stato pochi mesi a Messina, se n'andó a Vi-nezia; dove, per essere persona molto dedita a' pia-ceri e tutta venerea, si risolvé abitar sempre e quivi finiré la sua vita, dove aveva trovato un modo di vivere appunto secondo il suo gusto". Cosi il Vasari di Antonello da Messina che torna "per riveder la sua patria" dopo un viaggio in Italia e nelle Flandre. E viene la tentazione di cercare riscontro a questa "persona molto dedita a' piaceri e tutta venerea", alla distanza di cinque secoli, nei personaggi di Bran-¦ cati, in tutti quei personaggi che pensano " sempre a una cosa, a una sola cosa, a quella!", e piu precisamente a quelli del Don Giovanni in Sicilia: "Ma il verme dei viaggi era entrato nei loro cervelli, e non smetteva di roderli Anche il piacere di restare a letto, dopo essersi svegliati dal sonno pomeridiano, e di sprofondare gli occhi nei bulo, ignorando se si guardi lontano o vicino, era guastato dal pensiero che, in quel preciso momento, i caffe di via Veneto si riempivano di donne"; e Scannapieco che da Abba-zia scrive agh amici del suo desiderio di essere se-polto in quella spiaggia, "in modo che mi passino sopra le piu belle donne del mondo!", e tornato a Catania riempie tutto un invernó di sospiri per Ab-bazia.
Ed e curioso come giudizi sui siciliani e rappre-sentazioni dell'uomo siciliano conservino, a distanza di cinque o di died o di venti secoli, una loro validita e verita: da Cicerone ("gente acuta e sospettosa, nata per le controversie") a Scipio di Castro ("la lor na-tura e composta di due estremi, perché sono som-mamente timidi, sommamente temerarj "), a Giovanni Maria Cecchi ("altieri, e dove non e differenza grande di titolo, non si cedono Tuno alTaltro; ardenti amici e pessimi inimici, subbietti ad odiarsi, invidiosi e di lingua velenosa, di intelletto secco, atti ad ap-prendere con facilita varie cose; e in ciascuna loro operazione usano astuzia"); da Argisto Giuffredi, pa-lermitano, autore di un malnoto libro di Avvertimenti
cristiani da cui vien fuori, nei secolo XVI, quello che possiamo dire Tuomo verghiano, a Giovanni Verga appunto; da Antonello personaggio, e pittore di personaggi, a Pirandello a Brancati a Lampedusa. E anzi Tesplicito astoricismo del Lampedusa, il suo prendere e lasciare Tuomo siciliano per come sempre e stato e per come sempre sara, nasce proprio dalTapparen-za e illusione di una inalterata e inalterabile conti-nuita del "modo di essere' siciliano. Perché altro non puô essere che apparenza, che illusione, una cosí in-defettibile continuita, una cosi assoluta refrattarieta alla storia di quella parte della realta amana che chiamiamo Sicilia, che pure e situata nei crogiuolo della storia.
Ma il fatto e che questa apparenza, questa illusione, sorge dalla realta siciliana, dal "modo di essere' siciliano: e dunque ne e parte, intrínsecamente. Ci troviamo insomma in un circolo vizioso, in una specie di aporia; che e poi la sostanza di quella no-zione della Sicilia che e insieme luogo comune, 'idea corrente', e motivo di univoca e profonda ispirazione nella letteratura e nell'arte.
Antonello, dunque: e il suo essere siciliano, come personaggio e come artista; come uomo insomma la cui vita, la cui visione della vita, il cui modo di espri-mere nell'arte la vita, sono irreversibilmente condizio-nati dai luoghi dagli ambienti dalle persone tra cui si trova a nascere e a passare Tinfanzia, Tadolescenza.
Un critico letterario dei giorni nostri ha dichia-rato che non riesce a capire come si possa legare ad un luogo una vita, e Topera di tutta una vita; per parte nostra non riusciamo a capire come si possa far critica senza aver capito questo inalienabile e ine-sauribile rapporte, in tutte le sue infinite possibilita di moltiplicarsi e rifrangersi, di assottigliarsi, di mi-metizzarsi, di essere rimosso e nascosto. Nessuno e mai riuscito a rompere del tutto questo rapporto, a sradi-carsi completamente da questa condizione ; e i sici-