Bővebb ismertető
La vita e le operePublio Ovidio Nasone nasce a Sulmona, cittá dei Peligni nell'odierno Abruzzo, il 20 marzo del 43 a.C. da un'antica e agiata famiglia equestre. É il poeta stesso a fornirci i lineamenti di una essenziale autobiografía in diversi luoghi della sua opera, ma soprattutto in due elegie dei Tristia, la IV 10, testimonianza di sé rivolta ai posteri, e la lunga appassionata difesa della propria opera (deirArí amatoria in particolare) che assorbe tutto il secondo libro, nel tentativo di ottenere, se non il rientro a Roma da Tomi, dove per decreto di Augusto era stato relegato nell'S d.C., almeno la concessione dell'esilio in un luogo piii mite e piú sicu-ro di quello. Altre notizie sulla vita e Topera sua si ricava-no dalle Controversiae (ii 2, 8-9; ii 2,12; ii 10,12; vii 1, 28; K 5,17; X 4,25) e dalle Suasoriae (iii 7) di Seneca il retore; dalle Institutiones oratoriae (viii 5; x 1, 88 e 98) di Quintiliano; dal Dialogus de oratoribus (12) di Tácito; e dal Chronicon (184,2; 199,1) di san Girolamo. Ovidio nasce dunque l'anno successivo all'uccisione di Caio Giulio Cesare (15 marzo 44 a.C.) e, sebbene le lotte civili di assestamento e di potere non abbiano termine che nel 31-30 (prima con lo scontro navale di Azio tra Antonio e Ottaviano e la vittoria di quest'ultimo, poi con l'occupa-zione di Alessandria e il suicidio di Cleopatra), il poeta, sia pure nella sua precocissima maturitá, non poté e non dovette subiré il trauma delle crisi sociali e politiche che travagliarono Roma tra gli ultimi sussulti dello Stato repubblicano e la fondazione del Principato di Augusto, crisi che tanto segnarono la generazione di Virgilio e Orazio.Mandato a Roma ancora giovinetto, all'etá di dodici anni, insieme al fratello Lucio, maggiore di un anno esatto, per frequentare le scuole di grammatica e di retorica, come avviamento alia carriera giuridico-politica, ebbe maestri due fra i piú famosi retori del tempo, M. Aurelio Fusco e M. Porcio Latrone, mostrando sin dai primi studi una naturale disposizione per la poesia, al contrario del fratello, che pero morirá a soli vent'anni, portato alia professione forense, professione per la quale Ovidio nutrí profonda ripugnanza, considerándola mercimonio e prostituzioneVII