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MONDO IDEALE ED ESPRESSIONE MUSICALE NEL "DON CARLOS"
László Eösze
Quando un'opera musicale continua a figurare costantemente, per piú di un secolo, nei programmi dalle stagioni teatrali, e da ritenersi che gli esperti teorici e tecnici abbiano giá detto a proposito tutto quanto c'era da dire. Ció nonostante, gli stessi valori che assicurano la sopravvivenza di un'opera attraverso epoche di gusti e di esigenze diverse, suggeriscono una continua rivalutazione dell'opera stessa. E ció vale soprattutto per le opere che sono esse stesse prodotti di periodi di transizione. E il Don Carlos e da considerarsi come tale, sia nell'opera schilleriana che in quella verdiana.
Si usa generalmente suddividere i drammi di Schiller in due grandi gruppi: dalle opera giovanili e dei capolavori della maturita. Le prime sono nata dallo "Sturm und Drang", le seconde appartangono al periodo classico dal poeta. Caratteristica principale delle prime e la carica rivo-luzionaria, dalla seconda, tra l'altro, la perfatta lavigatazza dalla forma. II Don Carlos e un'opara giovanile, l'ultima del primo gruppo. Vi ap-partiana in tutti i sensi par il contanuto idaologico, ma, d'altra parte, in assa viene par la prima volta a sostituirsi alla prosa il quinario giambico scorrevole e di nobile fattura, quasi praannunziando il periodo successivo.
Verdi ha composto quattro opere su drammi di Schiller. Tre risal-gono ancora agli "anni di galera", l'ultima, il Don Carlos, e a meta strada tra le due 'cime' dalle triadi Rigoletto-Trovatore-Traviata a, ri-spattivamente, Aida-Otello-Falstaff. La prima dalle quattro, la Giovan-na d'Arco, e l'unica che appartiene alle tarde opera classicha di Schiller. Lo stesso Verdi considerava questa sua opera un errore giovanile. La fonte delle altre tre opere verdiane e costituita sempre da drammi dello