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4 MUSEI VATICANI del Belvedere. Realizzando finalmente i progetti del Bramante, furono costruiti allora il corridore occidentale ed il fabbricato di fondo, cui fu aggiunto qualche tempo dopo, ad opera di Pirro Ligorio, il Nicchione della Pigna: si ebbe cosi un cortile lungo trecento metri, articolato in tre terrazzi di différente ampiezza ed a diversi livelli, ascendenti da sud a nord, collegati fra loro da gradinate ricurve, dette il Teatro del Belvedere. L'awento della Controriforma sembró presto com-promettere definitivamente le sorti...
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4 MUSEI VATICANI del Belvedere. Realizzando finalmente i progetti del Bramante, furono costruiti allora il corridore occidentale ed il fabbricato di fondo, cui fu aggiunto qualche tempo dopo, ad opera di Pirro Ligorio, il Nicchione della Pigna: si ebbe cosi un cortile lungo trecento metri, articolato in tre terrazzi di différente ampiezza ed a diversi livelli, ascendenti da sud a nord, collegati fra loro da gradinate ricurve, dette il Teatro del Belvedere. L'awento della Controriforma sembró presto com-promettere definitivamente le sorti della nascente colle-zione. Nel 1566 S. Pió V, che era appena asceso al soglio pontificio, vietó agli estranei l'accesso all'Anti-quario delle Statue ed alienó tutte le sculture del Teatro di Belvedere, della Casina e dei Palazzi, donándole in gran parte al popolo romano. Seguí un lungo periodo di stasi durato fino ai primi del Settecento. In quest'epoca, che vide il massimo fiorire in Europa degli studi antiquari, i Pontefici si preoccuparono di dotare la Biblioteca Vaticana di collezioni archeolo-giche, che completassero la sua efficacia di grande centro culturale. Dopo che gia Clemente XI ( 1700-1721 ) aveva pensato di istituire una raccolta epigráfica, Clemente XII (1730-1740) cominciô ad acquistare vasi greci ed in particolar modo monete, ponendo cosi le basi del Medagliere. Benedetto XIV (1740-1748), il Papa piu coito del Settecento, realizzó la Gallería Lapidaria, ponendola nel tratto settentrionale del corridore bra-mantesco, ove in seguito trovo sede il Museo Chiara-monti. A lui si deve inoltre il Museo Sacro della Biblioteca (1756), comprendente, oltre ad alcune collezioni di antichita cemeteriali, gran numero di gemme, me-daglie e monete. Esse andarono in seguito ad arricchire, assieme ad avori e bronzi di ogni genere, il Museo Profano della Biblioteca, inaugurato nel 1767 da Clemente XIII, come naturale conseguenza delle inizia-tive dei suoi predecessori. Intanto Roma era venuta a porsi al centro della cultura internazionale con la nascita del movimento neoclassico e l'opera di G. G. Winckelmann, che fu anche Commissario per le antichita urbane e Scrittore della Biblioteca, con funzioni di Direttore del Museo Vaticano. I tempi erano ormai maturi per la decisione, presa da Clemente XIV (1769-1774) con l'assistenza del cardinale Braschi, di creare un nuovo, esemplare museo, cui potessero affluire i trovamenti che, grazie anche alia perfezionata legislazione al riguardo, si anda-vano facendo sempre piu frequenti a Roma e nel Lazio, e che ormai non potevano piu trovar posto nell'affbl-lato Museo Capitolino. I lavori, affidati agli architetti M. Simonetti e G. Camporesi, durarono circa quindici anni, ricevendo particolare impulso dopo l'assunzione del cardinale Braschi al papato con il nome di Pió VI. II vecchio Antiquario delle Statue fu trasformato con l'aggiunta di un portico ottagono, i locali del Pa-lazzetto e delle sue adiacenze furono adattati a sale di museo, assumendo i nomi di Gallería delle Statue Stanze dei Busti, Gabinetto delle Maschere, Sala degli Animali, Atrio del Torso, ecc. Purtroppo non si ebbe scrupolo a distruggere o coprire gli affreschi del Man-tegna, del Pinturicchio e del Bonfigli che ornavano molte pareti. Fu poi costruito il nuovo edificio, che collega l'estremita settentrionale del corridore della Biblioteca con la Sala degli Animali e quindi con il Palazzetto. Oggi come allora, dall'Atrio circolare dei Quattro Cancelli si accede al grande scalone, che porta nel primo piano alla Sala a Croce Greca, alia Sala Rotonda ed alia Sala delle Muse, da cui si passa nella Sala degli Animali, nel secondo piano alia Sala della Biga, sovrapposta all'Atrio, ed alia Gallería dei Can-delabri, ottenuta con la chiusura del loggiato sovrap-posto alPultimo tratto del corridore della Biblioteca. La sistemazione scientifica delle opere d'arte fu curata da Giovan Battista Visconti, designato come suo successore dal Winckelmann, e dopo la sua morte dal figlio Ennio Quirino, che infine pubblico il monumentale catalogo del Museo Pio-Clementino in sette volumi. Contemporáneamente non si lesinavano cure per incrementare e abbellire il Museo Profano. II sapiente istituto, nato dagli sforzi di tre illuminate generazioni di mecenati e di studiosi, sembró ad un tratto crollare con le guerre napoleoniche : il Trattato di Tolentino (1797) privó infatti il Museo delle piu pregevoli sculture, che emigrarono a Parigi. II ritorno in sede awenne solo nel 1816, grazie all'abilita diplomática del cardinal Consalvi e di Antonio Canova, che personalmente curó le ricerche. Peggior sorte toccó al Museo Profano, i cui materiali andarono per la mag-gior parte irrimediabilmente dispersi in seguito alie spoliazioni franco-napoletane degli anni 1798-1799. Pió VII Chiaramonti (1800-1823) gia nei suoi primi anni di pontificato aveva cominciato a raccogliere antichita per compensare i vuoti, particolarmente del Museo Profano. Le sculture allora acquisite vennero a costituire il Museo Chiaramonti, che fu sistemato nel-l'ultimo tratto del corridore bramantesco, laddove prima era la Gallería Lapidaria: quest'ultima venue spostata nella sua sede attuale e, accresciuta fino a comprendere tremila iscrizioni tra pagane e cristiane, subi un totale riordinamento ad opera del celebre epigrafista G. Marini. Dopo la Restaurazione Pió VII continuó instancabile nell'opera intrapresa, facendo costruire da R. Stern, su consiglio del Canova, il fastoso Braccio Nuovo, che collega i due corridori, ac-canto al piu antico Braccio Sistino costruito dal Fontana due secoli prima per la Biblioteca.

Termékadatok

Cím: Musei Vaticani [antikvár]
Szerző: Giovanni Colonna Maria Donati
Kiadó: Istituto Geografico de Agostini
Kötés: Fűzött keménykötés
Méret: 240 mm x 300 mm
Giovanni Colonna művei
Maria Donati művei
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