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PRESENTAZIONE
IL MIO MUSEO
La Collezione Pubblica di Belle Arti di Basi-lea, se vogliamo chiamarla colla sua denomina-zione ufficiale, deve il suo prestigio tanto alia importanza del suo núcleo piü antico, trasmes-so intatto dal XVI secolo, quanto all'eccezio-nale carattere della parte dedicata al XX secolo. Lo spirito modernissimo ed aperto a pro-spettive mondiali che ha presieduto alio sviluppo delle sezioni recenti si congiunge con lo spirito della tradizione rappresentato dal fondo antico.
Questa bipolaritá é proprio l'elemento basi-lare dell'attuale vita del nostro Museo ed é alia base del fascino di cui é dotato.
II núcleo centrale della collezione antica proviene da una raccolta privata, il Gabinetto Amerbach, una delle raccolte piü rappresenta-tive fra quelle che i collezionisti borghesi met-tevano insieme nel XVI secolo e l'unica che ci sia pervenuta nella sua totalitá. Questa raccolta, costituita con un gusto assai sicuro e una profonda erudizione, rimane una delle piü elo-quenti testimonianze della cultura umanistica a Basilea. L'acquisto di questa raccolta da parte della cittá nel 1662, in un'epoca in cui pochis-sime comunitá borghesi erano proprietarie di una collezione d'arte e in cui le collezioni prin-cipesche non avevano ancora quel carattere che piü tardi acquistarono, consente di affermare che la nostra collezione, imperniata su quel-l'acquisto, é la piü antica raccolta pubblica di arte del mondo. Ció é vero tanto per la sezione di pittura che per il gabinetto delle stampe, col suo eccezionale fondo di disegni e di incisioni
del XVI secolo.
Dal giorno di quell'acquisto la collezione ha goduto di un immenso prestigio, dovuto in primo luogo alie opere degli Holbein. Grazie a lasciti e donazioni di priva ti e grazié ad acqui-sti, essa é andata ingrandendosi sempre piü, inserendo anche i Paesi Bassi nell'area geográfica inizialmente limitata alia Svizzera e alia Germania del Sud. Oggi la collezione consen-te al visitatore di seguire lo sviluppo della pittura in questi paesi a partiré dal Rinascimento. Tuttavia la parte essenziale dell'antica coUezio-ne resta imperniata suU'epoca che fu una delle piü brillanti per la storia deUa cittá: quella che inizia col Concilio ecumenico di Basilea per concludersi con la Riforma. Fu durante questo periodo che si affermó I'attivitá dei nostri piü grandi pittori: Konrad Witz nel XV secolo, i due fratelli Holbein nel secolo XVI. La collezione conserva la maggior parte dell'opera di Konrad Witz e di Ambrosius Holbein e la maggior parte della produzione di Hans Holbein nella nostra cittá.
Se dopo aver ammirato i pannelli dell'/l/-tare dello Specchio della Salvezza di Witz, i primi dipinti su tela, cosi commoventi, di Ni-klaus Manuel Deutsch, i due ritratti di tagazzo di Ambrosius Holbein o il Cristo morto, i ritratti di Erasmo e la Famiglia di Hans Holbein, il visitatore vuol conoscere opere della stessa eccezionale qualitá, deve scavalcare parecchi secoli, rappreseritati nella collezione da opere molto meno importanti. Nel nostro Museo capolavori artistici paragonabili a quel-li di cui siamo debítori al Gabinetto Amerbach si coUocano all'inizio del XX secolo. Si tratta essenzialmente dell'opera di Braque e di Picasso degli anni del cubismo analítico e sintético, dell'opera di Juan Gris e deí suoi anni piü classici, dell'opera di Léger fra il 1912 e il 1926,
di Delaunay, di Chagall, di Klee e dei primi grandi non-figurativi.
A parte questi momenti particolarmente importanti, la raccolta di autorí moderni, che ha preso il suo autentico avvio solo nel 1939, presenta oggi una notevole sequenza di opere dei principali maestri a partiré dall'Impressionism©. Grazie al contributo di alcuni donatori ed al-I'iniziativa di una fondazione che sí dedica in modo particolare all'acquísto di opere recenti — la Fondazione Emmanuel Hofimann — sí é potuto proseguiré questa successione fino ad oggi, mantenendo sempre lo stesso rigore nella scelta.
In tal modo il visitatore puó non solo pas-sare da Konrad Witz a Léger e da Holbein a Picasso, ma spingersi piü avanti fino a Rothko, Noland, Tapies. Cosi I'arte moderna giá classica e I'arte piü recente, non sono relegate in un dominio a parte, lontano dai riconosciuti capolavori di tutti i tempi, ma poste l'una ac-canto all'altra, l'una di seguito all'altra, cosí che il visitatore, libero da pregiudizí, possa notare quanto del passato vive nelle opere moderne e l'evoluzione dell'estetíca attraverso i tempi. II visitatore puó ad ogni istante confrontare le sue esperienze ed approfondirle dai due lati. Ció é utÜe per la piü ?retta comprensione delle qualitá plastiche delle opere antiche, dal momento che il visitatore approfitta in ampia misura della lezione fornita dall'esperienza della forma e del colore, liberi e rigorosi nello stesso tempo, nelle opere del XX secolo; mentre la presenza dei grandi capolavori del passato, creando la pro-spettiva storica, conduce ad una migliore comprensione delle opere recenti, ad una comprensione che non si limita all'apparenza stilistica esterna, ma che approfondisce l'interpretazione critica e rende palese nelle rivoluzionarie trasfor-mazioni la continuitá di una grande tradizione.
Sopra: veduta di Basilea. Slampa del U15 di Matlhaus Herían il Veeebio
A deslra: rilratto di Basilio Amerbach (lí}4-im). proíessore di diritto a Basilea. Amerbach fu un insigne collezionisia della sua época: tra alíre opere, possedeva M ' Holbei» il Giovane.
Net 1662 la sua collezione fu acquistata dallVniversita -della cilla
// ritratto di Remigius Faesch (1Í9!-1667). Anch'egli insigne collezionista, riun) un gran numero di quadri del XV e XVI secolo che, nel 1823, passarono a jar parte della pubblica collezione, giá esistente.
A sinistra: una foto e l-edificio del Museo
jsilea. Segiiaío
cerchio
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