Bővebb ismertető
Raccogliendo le idee per scrivere
questa nota sulla responsabilité délia
scienza — quindi sulla liberté — pur
limitando l'esame sommario del pro-
blema a quanto il teatro ha espresso
in proposito (poco, per quanto ne so),
ho sentito chiaramente la distanza che
divide la libera individuazione di una
verita scientifica dalla tragicita della
valutazione che ne deriva e dalla tragi-
cita delFawenimento che la fa concre-
ta. E subito, senza contraddizione, il le-
game strettissimo che unisce i diversi
momenti, l'indicazione di un passaggio
obbligato sul quale si possono scontra-
re le convinzioni piu diverse: da quel-
le che si irrigidiscono senza paura di
smentite nell'affermazione che il pro-
gresso scientifico eselude in sé ogni
possibilité di regresso (« Noi — ha
scritto Oppenheimer — sappiamo come
costruire bombe atomiche e tale sapere
non lo possiamo esorcizzare ». E nella
tragedia di Riccardo Bacchelli, intito-
lata L'alba dell'ultima sera, l'emblema-
tico personaggio Astarot dice alio scien-
ziato Etzelius : « Se il progresso delle
scienze vuole che il mondo vada sfa-
sciato, non sarai tu a impedirlo »); a
quelle che fanno dipendere il movimen-
to ineliminabile della scienza dall'wso
dei risultati raggiunti; a quelle infine
che cercano di sottrarsi ai mortali pe-
ricoli contenuti nei misticismi scienti-
fici con quanto — sempre Oppenheimer
— chiama verita eterne con un certo
disprezzo appena mascherato.
E' certo che il problema della re-
sponsabilité e della liberté della scien-
za trova oggi (da Hiroshima in poi)
il suo centro drammatico nella realté
atómica. Ma e altrettanto certo che gli
interrogativi, le risposte, le discussioni,
le confuse ragioni pro o contro, le fer-
me prese di posizione pro o contro, ri-
guardano un campo ancora piu vasto
di contrasti. Nel quale sembrano na-
scere opposizioni tra conoscenza e pro-
gresso tra vérité e obbiettivité, non-
ché la precisazione di un'ovvia diffe-
renza fra invenzione e scoperta in una
domanda che, una volta di piu, Oppen-
heimer formula : « In quale misura il
contenuto della scienza e qualcosa che
noi siamo liberi di non scoprire? ».
Evidentemente qui si potrebbe brucia-
re tutto il problema. Ma e anche da
questo punto che il problema nasce.
Bisogna dire (mi affretto a precisar-
lo per non favorire equivoci) che la ri-
cerca scientifica e i suoi risultati non
possono essere valutati con una presa
di posizione, neppure quando la scien-
za diventa una sirena incantatrice. Vo-
levo pero affermare che, generalmente,
questa realté determinante della no-
stra vita si svolge al di fuori della real-
té quotidiana degli uomini, i quali pos-
sono parteciparvi soltanto con atteg-
giamenti esterai o con scelte interiori
per lo piu non determinate dalla cono-
scenza della vérité scientifica in sé.
lo non mi occupo di scienza ma la
scienza si occupa di me anche se non
lo voglio. Per difendermi ho armi che
la scienza, nel migliore dei casi, non
considera neppure e, d'altra parte, que-
ste armi io sentó di doverle adoperare
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MUSEOSCIENZA N. 4 - 1965