Bővebb ismertető
Introduzione
Dei venti romanzi che costituiscono l'ímmane ciclo dei Rougon-Mac-quart. Naná fu quello che riscosse rnaggior successo batiendo, per quei tempi, ogni record di vendite. La prima tiratura del romanzo, pubblicato dall'editore Charpentier il 15 febbraio del 1880, fu di 55.000 copie ma piu di centomila esemplari si esaurirono da febbraio a settembre. E dijfi-cile oggi, leggendo le cronache letterarie dell'epoca, configurare e comprendere appieno le dimensioni e la sostanza di un caso letterario come questo; bastera dire che, nell'autunno del 1879, ancor prima che il romanzo uscisse a púntate su Le Voltaire (che pubblicd poi, insieme al nuovo libro di Zola, anche il suo saggio su Le roman expérimental j il nome di Nana era gia famoso e sulla bocca di tutti. Per la capitale gira-vano, in precario equilibrio date le dimensioni, uomini-sandwich con car-telli annuncianti la «nascita» di Nana o, meglio, del nuovo romanzo di Zola che ripigliava le fila de L'Assommoir, straordinario e toccante reportage suite miserabili condizioni di vita degli operai della periferia pa-rigina.
Anna Coupeau, ovverosia Nana, era rimasta fortemente incisa nel-l'immaginazione dei lettori, oltre che per il trágico destino che aveva colpito la sua famiglia, per la bellezza adolescenziale delineata da Zola con indubbia efßcacia: «Fresca e con la pelle tesa, pareva inzuppata nel latte». Inoltre lo scrittore, specialista d'accorte esagerazioni, le aveva di-pinto un volto sfottente, da Carmen metropolitana; occhi abbaglianti con i quali, nientemeno, « gli uomini avrebbero avuto voglia di accendervi la pipa». Appena quindicenne, negli scenari popolari de L'Assommoir, con un gruppo di coetanee, come lei precoci e procaci, si muove con di-sinvoltura tutta presa dal gioco di una sperimentazione del suo «potere» erotico sugli uomini che gia intuisce enorme e, in qualche modo, fatale. Ella s'ama, perdutamente. Nel fondamentale settimo capitolo del romanzo, Zola «descrive», con risultati assai felici, il narcisismo di Nana, quello stato di «sospensione» che consiste neWessere completamente as-sorbiti dall'estasi di se stessi. «Piegava la testa, guardando con grande attenzione, alio specchio, un piccolo neo scuro che aveva sopra il fianco destro; lo toccava con la punta di un dito, lo metteva in evidenza chinan-dosi verso sinistra, con I 'aria di trovarlo molto grazioso, in quel punto, e di compiacersene. Poi studio altre parti del suo corpo, divertita. presa da curiosita un po ' viziose da bambina. Vedersi, era sempre una sorpresa, per lei; aveva Varia stupita e ammirata di una fanciulla che scopre la sua puberta. Lentamente, aprî le braccia, protendendo il busto di Venere fiorente, quindi sipiegd alVindietro sulla vita, esaminandosi di fronte e di schiena, scrutando il profilo dei seni, le rotondita delle cosce.»
II conte Muffat contempla quel gioco e per la prima volta prova, da-vanti a Nana, la paura. Egli e travolto da una violenta e ossessiva pas-
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