Bővebb ismertető
Presentazione
A. Dante Marianacci
nche il dioassettesimo fascicolo della nostra rivista, affidato questa volta alla cura
di jänos Kelemen e del sottoscritto, con la collaborazione di József Nagy, offre studi
di riuevo per l'APPROFONDIMENTO dei rapporti culturali dell'Ungherüv con la cultura italiana nel piü generale contesto europeo.
Dopo il bei saggio di apertura di Fulvio Senardi, che ricostruisce con uno sguardo lucido 6 attento i rapporti di Giani Stuparich con la nazione ceca degli inizi del Nove-cento «in cui si sente l'aria sana di un popolo che é rinato ieri», un interessante con-tributo di Judit Józsa suUa lingua ungherese che entra a far parte deUa famiglia deUe lingue ufficiali dell'Unione Europea; una lingua, quella ungherese, giudicata recen-temente dallo scrittore brasiliano Chico Buarcque nel suo romanzo Budapest come «l'unica lingua al mondo che, secondo le malelingue, U diavolo rispetta» e che secondo
10 scrittore ungherese Péter Esterházy é «complicata, speciale, senza un linguaggio filosofico», ma non per questo priva di fascino. Segue un saggio di István NaccareUa sulla visione europeista dei movimenti nazionalisti italiani e ungheresi negli anni 1848-49, armi di intensa coUaborazione tra i nostri due popoli, strenui sostenitori di un ideale «di frateUanza tra libere nazioni europee». Antonio Donato Sciacovelli si sofferma sugli scrittori ungheresi e il magistero morale dell'Europa prendendo lo spunto da una beUissimapoesiadiAttila József che s'intitola Oh Europa. Impreziosisce
11 fascicolo uno scritto di Miklós Hubay, considerato il piü grande drammatorgo ungherese vivente, fortemente legato all'Italia, che s'intitola L'etá dell'oro. Ad un'opera di Hubay, Freud ultimo sogno sono anche dedicad gli appunti di messa in scena a cura di Luigi Fusani. Completa questo numero una ricca rubrica di recensioni.
II numero 18 di Nuova Corvina, i cui materiali sono giá pronti per la stampa, ospi-terá gli atti di un convegno che I'Istimto Itaüano di Cultura di Budapest ha recente-mente dedicato al grande regista Federico Fellini nel decennale della scomparsa.
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