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"OTELLO"
DRAMMA DI SHAKESPEARE E OPERA DI VERDI László Eösze
L'opinione generale e quella degli esperti concorda nel giudizio che VOtello é la migliore opera del piú gran drammaturgo di tutti i tempi. Per vari studiosi di Shakespeare, il I atto ambientato a Venezia é la piú splendida esposizione drammatica che si possa immaginare.
E lecito perció domandarsi: perché Verdi e Boito dovettero ristruttu-rare cosí radicalmente la tragedia, eliminando proprio Tintero atto I? E, dal momento che ritenevano necessario un intervento di cosí notevole entitá, perché allora la loro scelta é caduta proprio su quest'opera invece che sul Re Lear o swWAmleto, ai quali Verdi aveva giá pensato in precedenza?
Per quanto riguarda il secondo quesito la risposta é piú semplice, e potra anche agevolare la soluzione del primo problema che abbiamo pro-spettato. E noto il gusto di Verdi per i caratteri singolari e per le pas-sioni pórtate agli estremi. NeWOtello egli poteva trovare tutto ció, e per di piú in un complesso rapporto di interdipendenza. Avrá certo influi-to sulla decisione anche il fatto che nelV Otello il numero delle scene e dei personaggi é piú limitato rispetto alie due altre tragedie.
Del resto Verdi, nella nota lettera a Clara Maffei (20 ottobre 1876) in cui espone la sua poetica, serive a proposito di Shakespeare e dei suoi eroi: "Puó darsi che egli, il Papá, si sia trovato con qualche Falstaff, ma difBcilmente avrá trovato uno scellerato cosí scellerato come Jago, e mai e poi mai degli angioli come Cordelia, Imogene, Desdemona ecc. ecc., eppure sono tanto veri!".
Pare quindi che i personaggi del dramma — almeno Jago e Desde-mona — fossero giá vivi in Verdi molto prima che Ricordi e Boito avan-zassero le loro proposte di musicarlo. Risulta anche dal passo citato la