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Franca Zava Boccazzi - Paolo Veronese [antikvár]
 
FRANCA ZA VA BOCCAZZI Paolo Veronese Dallo « spc'Zíiprt'Ja « Cahriclc Caliari, di origine ioinbtirdti c da Caíerina, Veronese, nacque Paolo, in Verona, nel !528. A delta del Ridolfi, pare che dal padre imparasse a modellare la creía, ma alia piltura venne introdotto da Antonio Badile, che, secondo il Borghini, gli ftt maestro, come couferma un documento anagrafico del 1541, che di «Antonius Badilus picíor q. Hieronymi » dice il giovane Paolo « discipulus seu gar-zonus ». A vcnlitre anni, nel 1551 e chiamato dal Sanmichcli a...
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FRANCA ZA VA BOCCAZZI Paolo Veronese Dallo « spc'Zíiprt'Ja « Cahriclc Caliari, di origine ioinbtirdti c da Caíerina, Veronese, nacque Paolo, in Verona, nel !528. A delta del Ridolfi, pare che dal padre imparasse a modellare la creía, ma alia piltura venne introdotto da Antonio Badile, che, secondo il Borghini, gli ftt maestro, come couferma un documento anagrafico del 1541, che di «Antonius Badilus picíor q. Hieronymi » dice il giovane Paolo « discipulus seu gar-zonus ». A vcnlitre anni, nel 1551 e chiamato dal Sanmichcli a decorare, con Battista Zelolti, la villa dei Soranzo, da lui appena costruita, a Treville, presso Castelfranco. L'anno dopo partecipa con Paolo Farinali, Domenico fínisasorci e Battista del fAoro, a un concorso indetto dal t ardinale Ercole Conzaga per un quadro da collocarsi nel Duomu di Mantova. Ncl 1553, ancora giovanissimn, e inlrodotto neWambiente arii-stico di Venczia da monsignor Ponchino da Casleljranco, jorst conosciuto durante i lavori della villa Soranzo. che lo associa con lo Zelolti nelle decorazioni a Palazzo Ducale, a lui affidate A quel lempo Paolo alterna soggiorni a Verona e a Venezia, dove nel 1555 affilia uno studio ai SS. Apostoli. In quell'an-no, invítalo dal compatriota Padre Bernardo Torloni, inizia, con gli affreschi della Sagrestia, il ciclo di pitlure nella chiesa di San Sebastiano, a Vcnczia, documentati in successivi contrata fino al !565. e ai quali associa il fratcllo Benedetto, il piii fedele dei suoi collaborai ori. Nel febbraio del !556 e rcgistrata, dalla Procuratia di Supra, la sua paga di 6ü ducati, per le decorazioni della Librería san-soviniana di San Marco, cui inlcrvcngnno Giuseppe Salviati, lo Zelolti, Giovanni de Mio, Ballista Franco e Andrea Schiavone. II suo successo gli vale l'ammirazione di Tiziano, che gli fa assegnare U premio di una collana d'oro. L'inserimenlo della personalila veronesiana nell'ambilo arlisli-co di Venezia, avviene sponlaneamente, come per un inconlro naturale e neccssario. Nel !560 segue il Grimani nella sua ani-basceria a Roma, dove ha lu rivelazione del mondo d! Raffael-lo e Michelangelo. Al rilorno, nello slesso anno, puo duium la decorazione ad affresco della villa che il Palladio aveva co-struito a Maser per il palrizio veneto Marcanlunio Barbara Dopo il successo di Alaser. le commissioni importanti si susse-guono, la sua posmone di apprezzato piltore di ^rido si consolida. Lo invitant) ncl !562 i !rali di San Giorgio Maggiore a di-pingere una grande Cena, da ctdlocarsi ncl loro refctlorio: il hanchello di Cana, immenso, scenografico — nggi al Louvre — e lerminalo l'anno seguente. I ra i personaggi di una societa lussuosa e raffinala, Paolo pone se slesso, in veste di músico. Egli conosceva di quella sociela anche gli aspetti piii appari-scenli e superficiali, amava la hrigata iillegra. ta música, la conversazione, il vestire elegante (dice il Sansovino. ncl !56!, che Puolii non solo com inda va a fur si conoscerc per « raro nella sua profcssione, ma anche nella sua hella maniera di conversare c !iríilfcarc con le persone».) Mti ncU'an/hicn/e monda no df Venezia il suo spirit o si mantiene candidamente intuí/o cd vgh 17 conduce l.i sua Vila di mite provint i,de !'unia. mt'l ^ ^ Wék Ä i chiaru e pulita, come lu sua serena pillura. Prudente net rap porti coi colleghi (nel !563 fu con Tinlorello, Tiziano. lo Schiavone e d Sansovino, perito nel processo indello conlro i fratelli Zuccalo a proposito dei mosaici da quesli eseguili in San Marco: e sinlomatica la ris posta di Paolo: « !o non ho falto giudizio delle figure né della sua bon la perché non mi e sta domanda »). prudente nella vil a famigliare, neU'educazione dei figli, che lenne « ritirati dalle frequenze e pratiche nocive, islruendoli con ogni piela » (Ridolfi). Nella primavera del !566, aveva sposalo Elena Badile, la figlia del suo vecchio maestro, in Verona, e gli erano nali. nel !568 Gabriele, nel / 570 Carlo (che diverranno pillori c collaboratori nei suoi ul-limi anni), nel 1571 Orazio Bortolo, nel 1572 Villoria Olla via. Abifa,^ con la famiglia. in Calle di Ca' Mocenigo a San Samuele, nelle case di Jacopo Federici. Nel !571, brucialosi nel ref et lorio del convento domenicano dei SS. Giovanni c Paolo il Cenacolo di Tiziano. i padri volendolo rimpiazzare, incaricarono il Veronese di quella Ultima Cena che, 1er minuta il 20 aprile 1573, lo ponerá nello slesso anno a difendere, di fronte agli inquisitori del Santo Uffizio di Venezia, la sua libera piltura, giudicala inde-gna e irriverente. La difesa di Paolo e un poema di prudenza e di accomodante sagacia, mu anche di una inlelligenza ac-corta e inflessibile. tulle veronesi. Le preoccupuzioni del processo, tullavia, non lurbano il suo vivere sereno, né il ritmo del lavoro che prosegue intenso, sollecilalo dalle commissioni in Venezia e dall'estero. Ma, (e sempre la sua prudenza cusulinga di provinciale a suggerirlo), chiamuto da Filippo 11 in Spugna, « ricu.^d Pandar vi occ úpalo delle opere di pulagio ducale e dai molli affari impedito » Luvora fino alia fine, álacremente, aiulato, tultavia. nelle opere di maggiore mole dal concorso della bollegu. Avevu acquisluto Puolo. nel !58^, per 350 ducati un podere ncl ircvigiano: « in villu de S. Angelo una possession de campi 25 in circa con cbasa e corlivo che tengo per mió uso ». l'orse negli ultimi anni dellu vita egli umui'a recarvisr spesso e fu 1} che si anímalo, inlervenendo ad una processione durante le feste pasquali. « Risculdutosi per lo t'iaggio. as.\ulito da acula fehhre ». mor) olio gii>rni dopo, il ! 9 aprile / 588. e fu sepollo a Sun Sebastiano, la chiesa lutta vivu della suu pillura

Termékadatok

Cím: Paolo Veronese [antikvár]
Szerző: Franca Zava Boccazzi
Kiadó: Fratelli Fabbri Editori
Kötés: Varrott papírkötés
Méret: 270 mm x 350 mm
Franca Zava Boccazzi művei
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